Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo,si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo - O.Wilde,parlando dell’assenzio

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venerdì, febbraio 24, 2006

 

I disastri non vengono mai soli

[OT: l’header di ieri non era perché io sono contro il P2P, ma perché la polizia ha sequestrato Razorback]

Era già da un po’ di tempo, anche se non lavoriamo più insieme, che più o meno una volta alla settimana rivedevo la Ritardataria per Eccellenza, ma non succedeva mai niente degno di nota (o perlomeno, niente che meritasse uno dei soliti post Fulvia&Lisa; c’era stata la volta in cui, dovendo fare un servizio alla Perugina, era entrata contromano e senza neanche suonare (ha visto la sbarra aperta, e ci si è infilata come fosse a casa sua. Io ho tentato di dirgli che forse non poteva entrare in quel modo, ma pensate che mi abbia dato retta? Appunto) e quella in cui è andata per una ventina di metri totalmente contromano (per non parlare di quando fa inversioni da ritiro della patente) per poi arrabbiarsi con uno che veniva nel senso giusto ma “Oh Fu, ma quanto è rompicoglioni questo, non lo guarda’” (per avere un’idea di come guida Lisa, non so se avete presente la scena del “Gatto a nove code” di Dario Argento, quando Anna e Giordani devono seminare i poliziotti. Ecco, più o meno siamo lì).
Ma l’altro ieri mattina, finalmente è giunta l’ora del riscatto. Dopo averle dato appuntamento 20 minuti prima di quanto sarebbe dovuta arrivare (così è arrivata più o meno in orario), siamo andate alla conferenza dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani). Se il buongiorno si vede dal mattino oltre a “Oh Fù, ma perché su ‘sto posto bisogna andarci a piedi?” e “Oh Fù, ma quant’è lunga ‘sta salita” passando per “Oh Fù, ma ce l’hai una sigaretta e l’accendino?” e concludendo con “Ah Lì, ma se stamattina hai attaccato la lagna dimmelo che mi metto l’anima in pace” beh, le premesse non erano buone.
Oltre a dover pagare 10 euro (ma la parolina STAMPA ci ha fatto avere gratis il depliant), abbiamo visto cose che mai nessun umano prima: invece della conferenza stampa, si sono messi a celebrare messa, poi canti, battute di mani e piedi e Dio solo sa cos’altro (va beh che era la giornata del ricordo del fondatore degli scout ma “Ah Lì, qui bisognava fare una conferenza, e invece siamo finiti in mezzo ai matti”).
Prendiamo la macchina al parcheggio, e oltre a quasi ammazzarci perché Lisa per far prima ha preso come suo solito la strada contromano (per non parlare del suo parcheggio sportivo grazie al quale aveva preso due posti invece di uno), non sapeva neanche dove bisognasse pagare (ma questa non era colpa sua, in effetti) cosa ti combina quella in autostrada? “Oh Fù, mi sembra di non aver chiuso lo sportello, aspetta un po’”, e ovviamente nel mentre che andava a quasi 120 km non ha trovato di meglio da fare che aprire lo sportello e richiuderlo, e annunciare al mondo che no, forse l’aveva chiuso bene. (Quando le ho fatto gentilmente notare che adesso avevamo provato di tutto, a parte ovviamente ammazzarci sul serio, mi ha guardato come se non avesse fatto niente di che. Mi pare ovvio!)
Ma il peggio di tutto doveva ancora venire. Dopo essere stata all’ufficio di collocamento per prendere un foglio (e avere fatto una delle sue solite figure del kaiser, che stavolta c’aveva pure ragione eh, però non puoi dire a voce altissima davanti all’unico impiegato che lavora che negli uffici pubblici nessuno fa mai un cazzo, che è anche vero, visto che tutti i dipendenti erano andati in pausa caffé - alle 11,30 - ma abbi un po’ di diplomazia - senti chi parla, ah ah)
Dopo essere tornate al lavoro - teoricamente lavoreremmo una sopra l’altra - e avendo assistito ad un altro mirabolante parcheggio di Lisa (parlandone dopo con “la capa” mi dice “Ma di chi è quella classe A? È parcheggiata talmente di ‘prepotenza’ che dovrebbe essere di qualche pezzo grosso”. Quando l’ho detto a Lisa mi fa con la sua aria innocente “Eh, ma se il parcheggio è sempre occupato…” quella mattina il parcheggio era semivuoto, e tanto lei aveva parcheggiato in mezzo “io parcheggio dove trovo”), torna fuori dopo cinque minuti e mi fa: “Devo fare un servizio sui saldi, vieni con me” (nota: io avrei dovuto parlare con la capa). Ora dovete sapere che intervistare la gente comune con una telecamera è una gran rottura di p*lle, perché tutti si vergognano. Dopo aver fatto due minuti di riprese in un negozio, è arrivata l’ora delle interviste, cui nessuno dei due negozianti voleva sottoporsi. Il figlio del proprietario diceva che doveva farlo la zia, mentre la zia diceva che doveva farlo il figlio del proprietario: al che la sottoscritta ha provato a fare una mediazione, che tutti e due avrebbero fatto l’intervista. Macché. Alla fine dopo cinque minuti, per sdrammatizzare l’atmosfera, non ho trovato di meglio che uscirmene con la battuta “Va beh dai, ‘st’intervista te la faccio io…” (boccaccia mia…) e ho visto la luce maligna scintillare nei suoi occhi. Dopo aver provato altri due minuti a intervistare quei due, la sottoscritta ha dovuto togliersi il giacchetto, darsi una sistemata, mettersi in faccia un’aria da commessa, cercare di non ridere e di non guardare al di là della telecamera dove la sua socia stava cercando inutilmente di avere un’aria seria, e declamare che i saldi erano andati bene, ma che ci si aspettava di più, e speriamo nel prossimo mese. [Tra l’altro a pranzo Lisa mi dice “Eh, ma tanto ti sarebbe toccato comunque, che credi?”]
…e se voi state pensando che l’intervista della sottoscritta non sia andata, eh no cari miei: dopo FulviaCarrello, adesso esiste pure FulviaCommessa…che fortunatamente nessuno ha visto, tié!
[Battuta finale di Lisa: “Oh Fù, quando stai con me sei più presenzialista di Berlusconi”…doh]

FulviaLeopardi alle 09:44 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: vita vissuta, sick sad world, vita lavorativa, fulvia e lisa
martedì, febbraio 07, 2006

 

No, così…

Non so voi, ma secondo me chiamare l’idraulico per sturare il bagno e trovarsi davanti un bel ragazzo (che conosci da una vita) pronto a sturartelo, sarà la più grande figura del kaiser del mio 2006. Ecco. Ma se proprio ci tenete possiamo aprire un sondaggio…
Che poi in un impeto di ribellione ieri sera non veniva più neanche l’acqua calda…secondo me l’idraulico o diventa santo (l’abbiamo chiamato sette volte in due giorni) o ci spara la prossima volta che ci vede…
Tra l’altro mia mamma con la sua solita quelle finesse che la contraddistingue, quando ha chiamato la moglie dell’idraulico perché era irraggiungibile al cellulare, saputo che il poveraccio lavora anche fino alle 9 di sera, le dice “Signora mia, ma lei non ha mai pensato al divorzio?” doh
!!!
[Ah, a proposito di sondaggi, ve lo ricordate il mio post sull’
ottimismo berlusconiano - di cui potete leggere il continuum??  Beh, cliccate sull’immagine del post, e buon divertimento!]

FulviaLeopardi alle 10:56 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: politica, vita vissuta, about me, internet, satira, angolo sociale
giovedì, dicembre 29, 2005

 

Mia mamma e la neve

Quando io ero piccola, mia mamma ebbe un incidente stradale. Già da prima le piaceva camminare, ora deve farlo “per forza”, per la circolazione.
Ieri da queste parti
ha nevicato, un po’ di mattina, e tanto nel pomeriggio. Verso le due ha fatto una pausa, e mia mamma, che è di coccio, ha voluto per forza fare la passeggiata (passeggiata che non è stata fatta nel centro di Assisi, noooo, ma passando per fuori).
A metà strada c’ha beccato la bufera di neve. Scendendo per la discesa, per evitare che lei facesse un volo, il volo me lo son dovuto fare io, ed è passata mezz’ora prima di poter tornare a casa a cambiarmi.
Morale della favola: mal di gola, raffreddore, febbre a trentanove e mezzo.
…per me questo Natale durerà SEMPRE troppo!

[Sicuramente sono più fortunata di tale
 Charles Osborne, entrato nel Guinnes dei primati per aver avuto il più lungo attacco di singhiozzo mai registrato. Al signor Osborne il singhiozzo arrivò un giorno del lontanissimo 1922, mentre, nella sua tenuta nello Iowa, sollevava un maiale per portarlo al macello. Il singulto continuò, dapprima con un ritmo folle (40 colpi al minuto) poi più lentamente (20 colpi) fino al 1990. Avete letto bene: 68 anni di sussulti.
 In questo interminabile periodo di tempo, ritmato dagli spasmi di Osborne, si stima che il malcapitato abbia sussultato 430 milioni di volte. Non si sa - purtroppo - per quale motivo abbia smesso. Si sa solo che un anno dopo l’ultimo singhiozzo Osborne è morto, alla bella età di 97 anni.
Quando la sfiga è solo questione di punti di vista…]

FulviaLeopardi alle 10:46 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: news, vita vissuta, about me, sick sad world
martedì, dicembre 27, 2005

 

Come hai passato le feste? Con Letizia…

Vedi le foto.

[Che poi se una persona (la sottoscritta) può passare
a) il pranzo di Natale a parlare di rapimenti, ammazzamenti, e amenità varie, e b) il pomeriggio di Natale a cercare un maledetto gatto sotto la pioggia, perché sua madre ha avuto la bellissima idea di portare l’animale in campagna “che lui non ha mai visto mondo, e si diverte”, e la bestia come ricompensa scompare, e tua madre passa il pomeriggio di Natale in lacrime, e allora via si ritorna in campagna a cercare il gatto che se la ride alle tue spalle (due ore sotto la pioggia con lui che passava da un albero all’altro, una scimmia più che un gatto), beh…il primo che dopo questo post mi domanda “Come sono andate le feste?”, sa dove deve andare
Va beh che detesto la fuffa buonista del Natale, ma insomma!!!]
Un voto per consolarmi!

FulviaLeopardi alle 10:33 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: politica, vita vissuta, about me, sick sad world, satira
martedì, dicembre 13, 2005

 

Se voi pensate…

…che le disgrazie mi capitino solo in coppia (quando sono con Lisa), sappiate che non è così.
Ieri mattina son dovuta andare a Perugia, sia per lavoro che per cazzeggio. Che la giornata forse non sarebbe andata poi così bene come mi aspettavo, l’ho capito praticamente subito. Entro nel pulman e dico all’autista: “Scusi, dovrei andare a xxx, ma non conosco molto bene la zona, sa dirmi quando devo scendere?” e lui risponde “Eh, quando siamo alla zona industriale di Perugia, e vede che giro, allora lì deve scendere” …tutto molto chiaro!!!!
Di pomeriggio passo da Lisa, giusto un momento per salutarla e dirle come era andato il colloquio, e poi esco con Pamela. E anche lì son guai, visto che per consegnare il regalo ad una nostra amica comune, siam quasi finite in mezzo ad una siepe, and more che non vi sto a raccontare, ché il meglio deve ancora venire.
Arrivo alla stazione di Ponte San Giovanni, ben conscia che devo aspettare un’ora e mezzo prima che passi un treno. Non che mi importi, visto che ho un libro e di solito alla stazione di PSG non c’è quasi nessuno. Quasi.
Mentre stavo fuori a fumarmi una sigaretta, s’avvicina un vecchietto, mi saluta, lo saluto, comincia la solita chiacchierata a base di tempo e mezze stagioni. Per mia sfortuna, mi lascio sfuggire che sì, a Perugia è freddo, ma ad Assisi è peggio. Lui si zittisce per un po’ e poi (come se io fossi all’oscuro di tutto quello che combinano le Ferrovie dello Stato), mi dice: “Ma guardi che oggi c’è lo sciopero dei treni”. “Sì, rispondo, ma non ho fretta”. Lui pensa un po’, e poi mi dice: “Potrei riportarla io”. “No, grazie, gli dico, preferisco aspettare”. Ma il vecchietto non demorde. “Quando ero giovane lavoravo a Gualdo, arcutinavo la paglia, e passavo anche per Assisi. Non c’è mica problema se TI accompagno” (arcutinare significa sistemare, e notare il passaggio all’uso del TU).
Considerate che ‘sto siparietto è andato avanti mezz’ora. Alla fine, siccome non volevo spaccare il mio bellissimo ombrello nuovo sulla testa del vecchietto, penso di chiamare Lisa, almeno magari vede che sto al telefono e se ne va. Squilla, squilla, squilla, e SECONDO VOI, la persona che dice “Io TI ho sempre salvato il culo”, come se lei chissà dove fosse mentre lo salva a me, HA RISPOSTO? Macché. E purtroppo l’incubo è ancora lì, fortunatamente mi dice che se ne va al bar, ma che poi tornerà. E, a proposito, l’offerta è sempre valida! Allora io mi nascondo, e mentre cerco di vedere che combina sto tipo mi arriva un sms di Lisa: “Fu, mi hai chiamato?” Io la richiamo e le racconto tutto quello che è successo. Ovviamente, visto che cercavo ancora di nascondermi dal vecchietto e che l’avventura era appena successa, la gag è venuta molto meglio che non scritta qui. E lei mica solidarizzava. Nooooo! Rideva, e rideva! FETENTISSIMA!!!!
Io che me stavo a morì de freddo, e a nascondermi dal vecchietto che probabilmente mi voleva portare ad arcutinà il fieno, lei a casa a ridere…
Finalmente dopo un’ora e mezza passata a nascondermi dal vecchietto, è arrivato il treno. Finale?
E’ un mondo diffizzzzzzzile, per le povere fanciulle che devono salvarsi dai vecchietti, mentre le loro migliori amiche stanno a casa a ridere!!!

FulviaLeopardi alle 09:18 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: vita vissuta, fulvia e lisa

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