Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo,si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo - O.Wilde,parlando dell’assenzio

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sabato, dicembre 18, 2004
Le pinocchiate

 

Visto che è da tanto che non posto una ricetta, e che akio mi ha minacciato se non l’avessi postata, eccovi la ricetta di un dolce tipico perugino da fare per Natale! Akio, adesso me le prepari e me le spedisci…così risparmio qualcosa visto che non sono esattamente dolci economici!
Buon weekend a tutti, e buona cucina (provateci, che son buone!)

Le origini

Questo antico dolce perugino esclusivo della nostra città, deve il suo nome, noto in quattro varianti pinoccati, pinocchiati, pinoccate, pinocchiate, tutte ugualmente corrette, ai pinoli o pinocchi (si ricordi il celebre burattino), che ne costituiscono l’ingrediente principale e gli conferiscono un gusto speziato e insolito da vecchio monastero.
Il contrasto dei due colori, bianco-nero, presente anche in dolci antichi in Italia Centrale e altrove, risale a remote tradizioni artistiche d’origine orientale e trova riscontro nella cosiddetta decorazione “a balzana”, ossia a fasce accostate di colori fortemente contrastanti, nota in architettura nei rivestimenti marmorei, nelle arti decorative in stemmi, scudi, stendardi, gonfaloni, costumi, nei giochi, come la dama e gli scacchi, nelle fazioni i Bianchi e Neri delle città italiane nel Medio Evo.
Al gioco dei due colori si accompagna, con perfetta rispondenza, il gioco dei due sapori: più sottile, aromatico e freddo il bianco, al limone; più denso, corposo e caldo il nero, al cioccolato.
La forma, due losanghe accostate a formare una delle cinque figure geometriche fondamentali del mondo medioevale e rinascimentale, ottaedro regolare, ci riporta a società in cui la cultura matematico-artistica si rifletteva in modo evidente anche nelle manifestazioni più strettamente connesse alla vita di ogni giorno.
La presentazione tradizionale, avvolto in carta come una grossa caramella, ne rivela la natura originaria di “dolce da lancio”, ossia appartenente a quel tipo di dolci che venivano realmente lanciati durante le finte battaglie fra cavalieri e dame in occasione delle fantastiche feste di queste lontane epoche.
[Dalla carta della pinocchiata che mi sono appena mangiata!]

Preparazione

Ingredienti:
1 Kg di zucchero
500 g di pinoli
200 g di farina
1 cucchiaio di cacao amaro
Una scorzetta (la parte gialla) di limone non trattato grattugiata


Procedimento:
Fate sciogliere lo zucchero a fuoco basso in un bicchiere e mezzo d’acqua, unite allo sciroppo la scorza grattugiata di limone ed i pinoli, mescolate ed aggiungete la farina.
Amalgamate bene e, quando il composto sarà consistente ma ancora morbido, versatene metà rapidamente su un piano di marmo o su una placca da forno e pareggiatelo, aiutandovi con la lama di un coltello, in modo da ottenere uno strato alto circa 2 centimetri.
Unite il cacao all’impasto rimasto nella casseruola, mescolate e versate in un altro angolo del piano di marmo o su un’altra placca da forno.
Tagliate a losanghe i due strati e lasciate rapprendere.
Incartate le pinoccate accoppiandone una scura ed una chiara.


Tempi di preparazione: fino a 30 minuti
Tempi di cottura:
fino a 30 minuti

FulviaLeopardi alle 13:59 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: ricette
lunedì, agosto 09, 2004

 

Santa pazienza

Con molta calma, e TANTA pazienza sto editando tutti i vecchi post che contengono link ad altri blog e rimandi a questo blog, visto che con il passaggio da splinder.it a splinder.com andrebbero persi (mica avevo mai fatto caso a quanti rimandi ho fatto nella mia vita da blogger!); inoltre, visto che i vecchi post sono scritti con colori e caratteri diverso da quello abituale, sto editando anche quelli, ché noi pure se siamo casiniste ci teniamo alla precisione.

E’ molto tempo che non posto più le ricette, e alcuni di voi mi hanno scritto via mail chiedendomene qualcuna..il “problema” è che la cucina umbra non ha ricette leggere ed estive, ma..tenetevele da parte per l'inverno, o usatele contro qualcuno che odiate…(non vi sto incitando all’omicidio, sia chiaro)
[NOTA BENE: se siete fidanzati/sposati e avete in programma un dopocena romantico FORSE è meglio evitare certe ricette…]


Crostini alla norcina:

In una padella di coccio con olio caldo versare le alici (2-3) ed uno spicchio d’aglio finemente tritato. Appena le acciughe si sono disciolte togliere l’aglio e lasciar intiepidire la padella lontano dal fuoco. Versare a questo punto il tartufo (100 g).
A parte sminuzzare 200 g di fegatini di pollo ed aggiungerli assieme a 2-3 capperi in un padellino dove si sarà scaldato l’olio con uno spicchio d’aglio. Salare, pepare e lasciar soffriggere per 10 minuti. Togliere dal fuoco ed unire la salsa ottenuta a quella con il tartufo. Porre nuovamente sul fuoco per alcuni istanti ed amalgamare fino ai primi accenni di bollore. Spalamare su piccoli crostini di pane raffermo, leggermete bagnati di vino bianco.

Spaghetti della nonna:

Ingredienti (2 persone): 200 gr. di spaghetti, 1/2 cipolla, 2 uova, 25 gr. di parmigiano grattugiato, 3 cucchiaini di olio d’oliva, sale e pepe.
Preparazione: nettare la cipolla e soffriggerla per qualche minuto in una padella con olio, poi aggiungere un bicchiere d’acqua, aggiungere il sale e coprire, togliere la padella dal fuoco quando la cipolla sarà dorata. Nel frattempo far bollire l’acqua e salarla al momento dell’ebollizione, scolarla, condirla con il soffritto e aggiungere le uova sbattute con un pizzico di sale, pepe e con il formaggio parmigiano grattugiato. Amalgamare bene e servire fumante.

Ripieno di pomodori:

Ingredienti (2 persone): 3 pomodori, prezzemolo, olive, capperi, aglio, olio e pepe, 200 gr. di farro.
Preparazione: portare l’acqua all’ebollizione, quindi lessare il farro. Una volta raffreddato, impastarlo con i capperi, il prezzemolo, l’olio, il pepe ed una oliva. Svuotare poi i pomodori ed inserire il composto. Cuocere per 20 minuti. Servire ben caldo.

FulviaLeopardi alle 00:06 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: ricette
lunedì, marzo 01, 2004

 

Belle cose, bella gente

Se c'è una cosa “bella” dell’università è che conosci un sacco di persone, poi le perdi di vista, poi le ritrovi; certe persone le vedi una volta, poi non le ritrovi più, con alcune intrecci rapporti stretti come mai avresti fatto in 5 anni di Liceo. Alcuni sono pazzi completi, altri stanno un po’ sulle loro, alcuni preferiscono stare con i loro corregionali..tutto sommato è un bell’ambiente, si fà un sacco di casino anche a lezione, ciò non toglie, come ho detto ieri al mio “amico” biscazziere (ehi, bisca, se passi, fammi sapere che ci sei!), che la voglia di studiare, complice anche questo ambientino delizioso, sia più o meno pari a zero.
Domani 6 ore di lezione, ma per pranzo ho un invito a casa di Francesco, detto “er pecora” (e non chiedetemi PERCHE’, non me lo ricordo più; CREDO fosse per via della barba, o forse erano i capelli?…va beh che tanto lui pensa che io mi chiami Francesca, Katia, Fulvia, ergo “cojona” non ci sono solo io!)
; insomma, se domani sera non aggiorno il blog, sappiate che sono stata avvelenata dal suddetto Francesco (che abita in un monolocale con un cardellino che ha un nome difficilissimo, e un cane di nome Atene…volevo chiedergli LUI in quale parte del monolocale vive, ma dopo probabile che mi menava!!)
Ergo, in memoria della mia giornata di sperimentazione culinaria della cucina abruzzese, e visto che è tanto che non lo faccio più, vi lascio una ricetta (umbra)…non esagerate, mi raccomando! Buon appetito!

Spezzatino umbro

Ingredienti (2 persone):
350 gr. di spezzatino di manzo, 130 gr. di cipolline, 2 grosse patate, burro, olio, 250 gr. di pomodori freschi, sale, pepe, vino rosso.
Preparare un tegame con 25 gr. di burro e 2 cucchiaini circa di olio.

Preparazione:
Tagliare in piccoli dadini la carne e unirla al tegame insieme alle cipolle, aggiungere sale e pepe. Dopo circa 10 minuti, spruzzare il vino rosso e continuare la cottura fino all’evaporazione, versare del brodo di carne e la polpa di pomodoro. Coprire e cuocere per 2 ore circa. Nettare le patate ed unirle al composto. Continuare la cottura per altri 30 minuti finchè le patate saranno cotte. Servire fumante. Si può accompagnare questo piatto alla polenta.

FulviaLeopardi alle 19:39 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: vita vissuta, about me, ricette
domenica, novembre 23, 2003

 

Lepre alla cacciatora

Stamattina mi sono svegliata alle 11, il che è anche giusto se pensate che tutte le mattine dal Lunedì al Venerdì io mi alzo alle 6,30! La giornata è cominciata in modo rilassante, con la musica medioevale degli
Orientis Partibus, se volete comprarlo, ne vale la pena! Al limite ripetete o imparate il latino!

Oggi che è domenica, nonché ora di pranzo, vi regalo una ricetta umbra!

Ingredienti:

1 lepre; 1 hg di prosciutto crudo non troppo magro; 1 cipolla; 2 filetti d’acciuga; rosmarino; capperi; vino bianco; aceto; olio d’oliva; peperoncino; sale e pepe.
Preparazione:
Dopo averla pulita e tagliata a pezzi, laviamo la lepre con l’aceto e poi mettiamola in una pentola antiaderente e facciamola ritirare a fiamma bassa. Prepariamo un battuto con la cipolla e il prosciutto e mettiamolo a soffriggere in padella con l’olio. Quando la cipolla imbiondisce, uniamo i pezzi di lepre, sale e pepe e facciamo rosolare. Nel frattempo prepariamo un tritino con i filetti d’acciughe, il rosmarino e un cucchiaio abbondante di capperi. Uniamo alla lepre un poco di peperoncino e innaffiamo con mezzo bicchiere di vino bianco e olio. Appena il vino è ritirato copriamo e facciamo cuocere per 2 ore.

 
E stasera speriamo che in tv ci sia qualcosa di interessante e non la solita spazzatura!

FulviaLeopardi alle 12:46 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: musica, televisioni, ricette
domenica, agosto 24, 2003

 

Cultura e ricette

«Nulla potest mulier tantum se dicere amatam
vere, quantum a me Lesbia amata mea est.
Nulla fides ullo fuit umquam foedere tanta,
quanta in amore tuo ex parte reperta mea est»

Catullo

Spaghetti col rancetto

Ingredienti:
400 gr di spaghetti, 300 di pomodori freschi, 200 di pancetta, olio extravergine d'oliva, 1 cipolla, maggiorana fresca, formaggio pecorino fresco, sale e pepe.

Preparazione:

Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata. Appena alza il bollore farvi cuocere gli spaghetti. Nel frattempo porre sul fuoco un tegamino con poco olio e farvi soffriggere la cipolla, tritata finemente, poi, aggiungere la pancetta a dadini e lasciarla rosolare per pochi minuti. Aggiungere i pomodori, pelati e sminuzzati: quando la salsa sarà quasi cotta, aromatizzarla con la maggiorana fresca tritata e con un pizzico di pepe; lasciare insaporire per un paio di minuti.
Scolare gli spaghetti e condirli con la salsa; mescolare bene e servire spolverizzati di pecorino grattugiato.

FulviaLeopardi alle 17:38 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: ipse dixit, ricette

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