Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo,si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo - O.Wilde,parlando dell’assenzio

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martedì, aprile 25, 2006
Italians do it better

 

Lord Falconer of Thoroton, dal sito della BbcLa sottoscritta ha un odio allergico per tutto quello che è politically correct fino all’esasperazione. Intendiamoci, mi incazzo se il Presidente del Consiglio dà del “coglione” a metà della popolazione italiana, ma per una che noto ce ne sono nove che lascio correre.
In Inghilterra Lord Falconer, al secolo Lord Cancelliere (il ministro del governo che ha la responsabilità del sistema giudiziario nel Regno Unito), ha deciso di bandire la parola “omosessuale” dai documenti ufficiali del suo dicastero: è molto meglio usare gay o lesbica, perché omosessuale fa molto “trattato di medicina”. Uno studio della Queen Mary University di Londra ha rilevato come «il termine omosessualità sia considerato oggi inappropriato da molti gay e lesbiche». In particolare, il gruppo di pressione Stonewall lo considera dispregiativo perché «trae origine da una definizione medica dei tempi in cui l'attrazione per lo stesso sesso era considerata una malattia mentale». Stonewall raccomanda di usare i termini «gay, lesbica e bisessuale». La sottoscritta (che probabilmente è una grande ignorante, ma fin qui c’arriva) sa che omosessuale è una parola di origine greca che significa “stesso sesso”, e che pur essendo un aggettivo in realtà viene usato come sostantivo. Ora, in Grecia l’omosessualità era vista in tutti i modi, tranne che malattia mentale (anzi! Vedi omosessualità e sessualità nell’antica Grecia!). Se poi in Inghilterra il termine “homosexual” è stato usato per la prima volta nel 1892, nella traduzione di un libro sulla sessualità dello psichiatra tedesco Richard von Krafft-Ebing (che comunque non giudicava in alcun modo i comportamenti sessuali e anzi, scriveva che l’omosessualità non era né malattia mentale né perversione), di sicuro non è colpa dei Greci.
E considerando che da queste parti si è ancora ai finocchi (Calderoli), frocio (Mussolini), culattoni (Calderoli, ma anche Tremaglia), io direi che da quelle parti stanno anche troppo bene!

FulviaLeopardi alle 22:28 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: riflessioni, news, ipse dixit, esteri
sabato, aprile 22, 2006
No dirty sex, please: we’re catholic British

 

Mentre in Italia il cardinale Martini fa timide aperture verso preservativi, embrioni, e adozioni per le donne single, in Inghilterra nasce whollylove, un sito che si propone di celebrare il «fantastico regalo di Dio, il sesso, all’interno del matrimonio». Creato da due inglesi (cattolici), Stella e Stan Hagarty, convinti che chi crede in Dio non debba comunque rinunciare alle gioie del sesso, il sito propone ai navigatori (sposati!) molti …“attrezzi” per stimolare la loro vita sessuale: biancheria intima, condom, libri religiosi e giocattoli erotici. Ovviamente non un sito per “pervertiti”, perché ogni prodotto è selezionato e verificato secondo il criterio per cui nessun “giocattolo” deve essere offensivo o doloroso, ma solo un modo per “stimolare una sessualità”, fermo restando che «l’amplesso coniugale deve riflettere il ritratto biblico che è espressione del Santo amore che Dio ha per noi».
Non è dato sapere cosa il clero Inglese pensi dell’iniziativa, ma a quanto pare gli affari vanno a gonfie vele…!

FulviaLeopardi alle 10:32 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: news, esteri, sick sad world, curiosità
lunedì, aprile 17, 2006
Vi frega qualcosa? Beh, a me no!

 

Kevin Ray Underwood, 26 anni, è stato arrestato dopo che la polizia ha ritrovato nel suo armadio il corpo di Jamie Rose Bolin, una bambina di dieci anni scomparsa poco meno di una settimana fa dopo essersi essersi recata in una biblioteca a Purcell, 58 chilometri a sud di Oklahoma City. Underwood probabilmente voleva tagliare a pezzi il cadavere e poi mangiarlo: oltre alla bicicletta smontata della bambina, trovata sotto il letto, la polizia ha infatti scoperto tra le altre cose un pugnale, un seghetto, una sostanza per ammorbidire la carne e spiedini. Sembra che il killer abbia infierito più volte sul corpo della bambina con un’asse di legno appuntita e poi l’abbia soffocata. Jamie è stata anche violentata dopo il decesso, hanno aggiunto le autorità. Ma a quanto pare, la notizia non è tanto che questo tizio ha ammazzato una ragazzina: molto più interessante (nel senso che l’omicidio è quasi passato in secondo piano) sembra essere la notizia che Kevin ha un blog (questo - se lo cancellano potete vedere uno screenshot dell’ultimo post, scritto dopo la scomparsa della piccola). Tra presentazioni come «Sono single, annoiato e solo. Ma nonostante tutto, abbastanza felice» e domande del tipo «Se foste un cannibale, cosa indossereste per cena?», si chiede Underwood («La pelle del piatto principale della sera prima» è la risposta), cercando su news.google.com (le versione inglese di Google News in italiano) Kevin Ray Underwood e blog, appaiono 1109 risultati (e probabilmente aumenteranno). Ma io dico, poteva pure aver salvato un miliardo di vecchiette da altrettanti incendi, ed essere un eroe nazionale, ma che cazzo me ne frega (e cosa interessa ai genitori di Jamie, per dire) di sapere che era un blogger, dopo quello che ha fatto?!
Veramente senza parole!

Kevin Ray Underwood, 26, was arrested Friday after police officers found the body of Jamie Rose Bolin, 10, in the closet of a bedroom in his apartment. But now, the most important news seems to be that killer has a blog. Try to search on news.google.com Kevin Ray Underwood and blog: you’ll find 1109 results! I just don’t give a fuck (and I think that is the same for Jamie’s parents): Kevin Ray could be a national hero, instead of a blogger, but doesn’t change anything…or can you prove that I’m wrong?

FulviaLeopardi alle 17:38 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: riflessioni, news, esteri, io non ci sto
sabato, aprile 15, 2006
Home cinema pasquale

 

Stendo un velo pietoso sul nuovo reality americano, dal titolo “God or the girl”, che prenderà il via domani negli Usa. Il programma svelerà ai telespettatori i segreti del seminario, e spierà da vicino gli aspiranti preti che devono compiere la scelta: o Dio, o una compagna per tutta la vita. Le aspiranti compagne non saranno delle conigliette da Playboy, ma brave ragazze che offriranno una prospettiva di famiglia e matrimonio ai concorrenti. Visto che avrete sicuramente poco da fare, e esistono cose molto migliori da guardare, vi consiglio una terna di film indubbiamente da vedere: non sono di atmosfera molto pasquale, ma…pazienza!

SUSPIRIA: Ispirato da una frase del libro “Suspiria de profundis” di Thomas De Quincey, Suspiria è probabilmente il film più visionario di Dario Argento. Girato nel 1977, è anche il film che allontana il nostro dal genere thriller, per farlo entrare nell’horror più puro. Susy, giovane aspirante ballerina di danza classica, dagli USA arriva a Friburgo (Germania) per completare i suoi studi presso la famosa scuola di ballo locale. Scoprirà ben presto che la scuola è un covo di streghe…
Un grande successo di Dario Argento, soprattutto in Europa, ma conosciutissimo anche oltreoceano: Stephen King ne parla nel suo saggio Danse Macabre, inserendolo tra i film da vedere, mentre il magazine Empire lo ha annoverato tra i 100 migliori film horror, unico film italiano. Si è molto parlato di un remake hollywoodiano, fortunatamente stoppato dalle proteste dei fan.

FULL METAL JACKET: Un gruppo di marines americani, parte per il Vietnam e sperimenta nella cruda offensiva del Tet, che ha per teatro la città vietnamita di Hue, gli orrori di una guerra micidiale per entrambi gli schieramenti, da cui i superstiti non usciranno vincitori, né vinti, ma disumani e cinici professionisti di morte. Tratto dal romanzo di Gustav Hasford, “The short timers”, Full Metal Jacket (riferimento al rivestimento delle pallottole) è un film nettamente diviso in due parti (o anche tre, volendo: l’addestramento, la giungla e l’assedio della cittadella). E non è soltanto uno sguardo al Vietnam e alla guerra in generale, ma anche alla malignità e alla violenza umana, che si esprime nelle parole, nei gesti, nella guerra, e anche nel pensiero.

IL DOTTOR STRANAMORE, OVVERO COME IMPARAI A NON PREOCCUPARMI E AD AMARE LA BOMBA: Convinto dell’esistenza di un complotto interplanetario ordito dai russi per avvelenare le acque potabili degli stati non comunisti, il Generale Ripper, comandante della base militare americana di Burpelson, ordina ad una sua squadriglia di B52 di scatenare un attacco atomico contro l’Unione Sovietica. Dalla trama si capisce subito che il tema del film è il conflitto nucleare provocato “per sbaglio”: se un pazzo si prendesse la briga di mettere in moto il meccanismo sterminatore americano (mentre i russi ne hanno uno analogo, dal poco rassicurante nome “Fine del Mondo”), cosa potrebbero fare i potenti della Terra per impedire l’apocalisse? Nulla, è la risposta del film, che non è solo una commedia, ma anche un film appassionante e ricco di suspence, con un tocco di irrealtà.

Ovviamente se preferite leggere (magari ascoltando della buona musica), vi consiglio The Cell, di Stephen King - che poi sarebbe la recensione letteraria del mese.
…e se non vi siete ancora mappizzati, siete pregati di farlo!
TANTI AUGURI DI BUONA PASQUA! (anche da parte di mia mamma)…ci rivediamo lunedì/martedì!
(Si prega di non lasciare immagini troppo grandi nei commenti, perché poi devo cancellarle)

FulviaLeopardi alle 10:35 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: libri, film, esteri, trash, televisioni
venerdì, aprile 14, 2006
I (don’t) believe in miracles

 

Non so se ridere, piangere, o schifarmi a questa notizia, secondo cui i miracoli a Lourdes sarebbero in calo, e il vescovo, probabilmente per paura di perdere pellegrini (e quindi soldi) ha deciso di chiedere di cambiare le regole del riconoscimento del miracolo.
Ad oggi infatti, per riconoscere un miracolo, la Chiesa adotta criteri rigidissimi: la persona guarita deve infatti tacere fino al pronunciamento dei medici, che può venire anche dopo anni, e dalla media iniziale di una guarigione all’anno, si è passati ad una guarigione ogni dieci anni. Inoltre i grandi passi avanti compiuti dalla scienza non riconoscono i presunti miracoli come veri miracoli: dal 1858 a Loureds sono avvenuti sessantasette miracoli, ma dal 1978, a fronte di un aumento dei pellegrinaggi, di miracoli ne sono stati riconosciuti solo quattro. Un vero problema per questa città di diciassettemila abitanti, che vive quasi esclusivamente del pellegrinaggio. Per questo il vescovo Jacques Perrier ha chiesto di “aggiornare” la casistica miracolosa che risale al diciottesimo secolo, e di suddividere le guarigioni in tre categorie: oltre alle “guarigioni da confermare”, ci dovrebbero essere le “guarigioni miracolose” e quelle “inaspettate”. E a chi lo critica dicendo che vuole “svalutare” i miracoli solamente per contrastare l’ascesa di altre chiese (ad esempio quella Pentecostale) il vescovo risponde che in realtà lo fa solamente perché negli ultimi quindici anni sono avvenuti (secondo lui) due miracoli, che la Chiesa non ha riconosciuto.
…ma uno a Lourdes non dovrebbe andarci per fede, indipendentemente dal fatto che i miracoli accadano o meno?
Dello stesso genere: Ave Maria
Per il logo pasquale, dovete ringraziare (ovviamente) Gianluca.

FulviaLeopardi alle 10:50 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: news, esteri, sick sad world, curiosità

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