Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo,si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo - O.Wilde,parlando dell’assenzio

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sabato, aprile 22, 2006
No dirty sex, please: we’re catholic British

 

Mentre in Italia il cardinale Martini fa timide aperture verso preservativi, embrioni, e adozioni per le donne single, in Inghilterra nasce whollylove, un sito che si propone di celebrare il «fantastico regalo di Dio, il sesso, all’interno del matrimonio». Creato da due inglesi (cattolici), Stella e Stan Hagarty, convinti che chi crede in Dio non debba comunque rinunciare alle gioie del sesso, il sito propone ai navigatori (sposati!) molti …“attrezzi” per stimolare la loro vita sessuale: biancheria intima, condom, libri religiosi e giocattoli erotici. Ovviamente non un sito per “pervertiti”, perché ogni prodotto è selezionato e verificato secondo il criterio per cui nessun “giocattolo” deve essere offensivo o doloroso, ma solo un modo per “stimolare una sessualità”, fermo restando che «l’amplesso coniugale deve riflettere il ritratto biblico che è espressione del Santo amore che Dio ha per noi».
Non è dato sapere cosa il clero Inglese pensi dell’iniziativa, ma a quanto pare gli affari vanno a gonfie vele…!

FulviaLeopardi alle 10:32 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
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venerdì, aprile 14, 2006
I (don’t) believe in miracles

 

Non so se ridere, piangere, o schifarmi a questa notizia, secondo cui i miracoli a Lourdes sarebbero in calo, e il vescovo, probabilmente per paura di perdere pellegrini (e quindi soldi) ha deciso di chiedere di cambiare le regole del riconoscimento del miracolo.
Ad oggi infatti, per riconoscere un miracolo, la Chiesa adotta criteri rigidissimi: la persona guarita deve infatti tacere fino al pronunciamento dei medici, che può venire anche dopo anni, e dalla media iniziale di una guarigione all’anno, si è passati ad una guarigione ogni dieci anni. Inoltre i grandi passi avanti compiuti dalla scienza non riconoscono i presunti miracoli come veri miracoli: dal 1858 a Loureds sono avvenuti sessantasette miracoli, ma dal 1978, a fronte di un aumento dei pellegrinaggi, di miracoli ne sono stati riconosciuti solo quattro. Un vero problema per questa città di diciassettemila abitanti, che vive quasi esclusivamente del pellegrinaggio. Per questo il vescovo Jacques Perrier ha chiesto di “aggiornare” la casistica miracolosa che risale al diciottesimo secolo, e di suddividere le guarigioni in tre categorie: oltre alle “guarigioni da confermare”, ci dovrebbero essere le “guarigioni miracolose” e quelle “inaspettate”. E a chi lo critica dicendo che vuole “svalutare” i miracoli solamente per contrastare l’ascesa di altre chiese (ad esempio quella Pentecostale) il vescovo risponde che in realtà lo fa solamente perché negli ultimi quindici anni sono avvenuti (secondo lui) due miracoli, che la Chiesa non ha riconosciuto.
…ma uno a Lourdes non dovrebbe andarci per fede, indipendentemente dal fatto che i miracoli accadano o meno?
Dello stesso genere: Ave Maria
Per il logo pasquale, dovete ringraziare (ovviamente) Gianluca.

FulviaLeopardi alle 10:50 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
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giovedì, marzo 16, 2006

 

Che faina!

Nel corso della cerimonia per l’insediamento del primo presidente donna cileno, Michelle Bachelet, Evo Morales, presidente della Bolivia, si è incontrato con Condoleeza Rice e le ha regalato un charango. Non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che il tema dell’incontro era la lotta al narcotraffico, e che il charango è una specie di chitarra a cinque corde, decorata con foglie di coca laccate, che le danno il bel colore verde. La Rice ha pure strimpellato la chitarra, ma la cosa rischia di verificarsi solo per una volta visto che il laccaggio delle foglie di coca è una tecnica illegale negli USA.
Non so voi, ma secondo me quest’uomo è un genio dei messaggi subliminali!

[OT] Nel post tribuna politica (ma anche in Due amerikani a Roma) potete contribuire al dibattito “Nel corso del duello Berlusconi Prodi, se è vero che le regole hanno avuto il merito di mantenere la discussione civile, è anche vero che hanno dato al confronto un’aura di noia senza pari. Secondo te è vero o no?”

FulviaLeopardi alle 11:22 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: politica, news, esteri, sick sad world, curiosità
lunedì, febbraio 27, 2006
Ave Maria

 

No, non sto pregando: Ave Maria è il nome della città che il “Papa della Pizza”, al secolo Tom Monaghan, creatore ed ex proprietario di Domino Pizza (la catena è stata venduta nel 1998 per un miliardo di dollari) ha creato dal nulla ad un centinaio di chilometri a nord di Miami, Florida, e che si sviluppa attorno a un oratorio e a un campus universitario, i cui lavori sono stati inaugurati all’inizio del mese dal governatore Jeb Bush, fratello del presidente americano.
Nelle intenzioni del “pizzaiolo”,  Ave Maria dovrebbe essere un’isola del dogma cristiano, una città protetta dai principi cattolici, dove le farmacie non possono vendere preservativi e pillole anticoncezionali e l’università trasmette i veri ideali della religione. Le edicole e i negozi di videocassette non potranno commerciare materiale pornografico, ovviamente bandito anche dal canale tv via cavo che nascerà in città. Negli ospedali di Ave Maria non sarà neanche possibile abortire.
La città avrà circa trentamila abitanti, di cui almeno cinquemila saranno studenti universitari. Quando la città verrà inaugurata nel 2007 ci sarà posto per circa 650 di loro, nonché per attività commerciali e residenze per famiglie, destinate ad aumentare gradualmente in vista del completamento del grandioso progetto, in almeno 40 anni.
Nonostante le proteste degli attivisti per i diritti umani, preoccupati per l’annullamento di quello che è da anni un principio fondamentale degli stati democratici, la separazione tra Stato e Chiesa, per ora è la stampa a dare risalto al progetto e a rilanciare la sfida di Managhan all’Islam e al fallimento, tutto da dimostrare, della civiltà occidentale davanti al fondamentalismo islamico. Secondo Monaghan, «l’Islam non si trova più a fronteggiare un fervore religioso altrettanto dinamico da parte dell’Occidente».
A “discolpa” del progetto c’è da dire che nessuno è obbligato a trasferirsi ad Ave Maria, e chi lo farà sa cosa lo aspetta.  Stando ai dati forniti dalla Fondazione Ave Maria, già settemila persone hanno chiesto di poter andare a vivere nel «nuovo Eden», e il 60% delle attività commerciali è già stato assegnato.
Quanto alle minacce di portare il progetto in tribunale, nulla spaventa Monaghan, che oltre a dichiarare che sarebbe un ottimo modo per pubblicizzare la città, pensa anche di avere dalla sua non tanto le leggi, quanto (ovvio, no?) Dio “in persona”.
Non so voi, ma io la prossima volta prima di criticare quei “pazzi fanatici” che se la prendono per
due vignette, darei un’occhiata a casa mia, tanto per vedere che certe persone quanto a fanatismo (almeno nelle intenzioni) non è che stanno messe poi tanto meglio…

[NOTA: non sto giustificando le violenze post vignette, e nemmeno dicendo che la loro religiosità sia migliore della nostra. Sto solo dicendo che quanto a fondamentalismo, molti cattolici non sono poi da meno dei fanatici di altre religioni, e che allora prima di vedere la pagliuzza negli occhi degli altri, faremmo forse bene a guardare la trave in casa nostra - giusto per citare un insegnamento del Vangelo, toh]

FulviaLeopardi alle 09:38 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
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sabato, febbraio 19, 2005
Che ti succede, amico?

 

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Chi ha la mozBlogBar, Mozilla, e altri browser [tranne IE] spero possa vedere la nuova favicon [è un cestino con dentro la televisione, in pratica l’immagine iniziale molto ridotta], che mi è stato gentilmente regalato da Maxime…e sappiate che stavolta non gli ho chiesto niente(al contrario dell’altra volta)! Buon weekend a tutti!

FulviaLeopardi alle 09:38 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: televisioni, sick sad world, curiosità, varie eventuali

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