Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo,si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo - O.Wilde,parlando dell’assenzio

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sabato, aprile 08, 2006
I blogger giudicano Prodi e Berlusconi/2

 

Come la volta precedente, dopo il confronto del 3 aprile, ho mandato una mail/intervista a un blogger di destra (Gianmario) e a un blogger di sinistra (Tisbe). Il confronto precedente visto da altri due blogger.

Vi è piaciuto il confronto?

Gianmario:
All’inizio no, è stato palloso. Poi Silvio ha preso il sopravvento, ha dato un'anima al confronto che è divenuto più interessante. Certo che i giornalisti hanno fatto domande soporifere.

Tisbe: Abbastanza. Decisamente migliore rispetto al precedente. Ad ogni modo gli incontri politici non sono mai un belvedere e neppure un bel sentire.
Quale/i domanda/e avreste fatto ai due candidati premier?
Tisbe:
Secondo il mio modesto punto di vista, i giornalisti hanno omesso di chiedere l’approccio dei due candidati riguardo una questione delicata, e per questo molto importante. Mi riferisco ai diversamente abili. Sarebbe stato interessante un confronto su questo tema considerando che il governo uscente ha fatto ben poco, anzi, nulla, per migliorare le condizioni di vita di coloro che sono più sfortunati. Nel corso dei cinque anni di governo di centrodestra, l’Anmic si è ripetutamente lamentata del comportamento governativo nei confronti dei disabili. Le condizioni degli assistiti sono precipitate al limite della sopravvivenza, e buona parte dei tagli si sono avuti proprio verso questa categoria già in difficoltà permanente. Quindi la questione dei diversamente abili sarebbe stata la prova del fuoco per comprendere l’impegno dei contendenti nei confronti delle fasce sociali più deboli.

Gianmario: Il rapporto dell’Europa e dell’Occidente con l’Islam.

Cosa ne pensate della performance di Prodi.
Gianmario:
È stato di una banalità disarmante. Non solo quando parla non si capisce cosa dice, non solo si prende delle pause alla Celentano - con l’aggravante della faccia da ebete che si ritrova - ma quando parla, non dice nulla, se non banalità del tipo “Quando si propone una spesa si deve anche proporre una copertura”.  È stato ridicolo quando individua in “parecchi milioni di euro” la soglia sopra cui applicare la tassa di successione. Ma che vuol dire? Ve la immaginate una legge in cui vi è scritto “parecchi milioni di euro”? È l’ennesimo tentativo patetico di non scontentare nessuno nella Dis-Unione. D’altronde il messaggio di Prodi deve essere per forza un contenitore vuoto, data l’Armata Brancaleone che rappresenta (?).

Tisbe: Su questa risposta è doverosa una premessa: non sono una fan di Prodi, quindi, abitualmente sono più dura con lui perché pretendo che dia il meglio di sé. Prodi non ha il carisma del grande leader, tuttavia, ha dato un’immagine di sé molto rassicurante. Credo che sia piaciuto agli anziani, ma anche alla gioventù semplice, cioè quella che non aspira a diventare il Costantino di turno, o la velina a caccia di calciatori. Durante l’incontro Prodi non ha mai smesso di sorridere, a dispetto di quello che da più parti si dice riguardo la sinistra pessimista; non ha mai perso il controllo; ha sempre rispettato le regole; non ha ceduto alle provocazioni dando prova di grande self control. In questo incontro ha guadagnato molti punti ed anche il mio rispetto.

E di quella di Berlusconi?
Tisbe: Berlusconi ha iniziato maluccio. Non so se sia arrivato in ritardo, fatto sta che nei primi interventi sembrava avesse l’affanno. Non ha saputo trattenere il suo nervosismo anche se è sembrato più combattivo, e più a proprio agio rispetto alla performance precedente. Il Premier uscente è un animale da palcoscenico e ne è consapevole. Su questa sua certezza gioca tutte le sue carte riuscendo a tenere in scacco l’ascoltatore, senza in realtà dire nulla di rilevante o degno di nota. Almeno questa volta ci ha risparmiato la cantilena della pesante eredità ricevuta dai governi precedenti e la sfilza di numeri che, francamente, stancano il telespettatore. Si è capito subito che Berlusconi ha studiato, insieme ai consiglieri esperti in comunicazioni, l’atteggiamento da assumere per raggiungere un target eterogeneo di pubblico.

Gianmario: All’inzio l’ho visto teso. Poi ha iniziato a capire che stava andando meglio di Prodi e ha preso il sopravvento. Ma il messaggio finale - punto debole della scorsa volta - è stato un capolavoro. Non solo per la proposta in sè, ma anche perchè da ieri si parla solo del coupe de theatre di Berlusconi di eliminare l’ICI sulla prima casa. E questa è la dimostrazione inequivocabile della vittoria di Berlusconi.

Qual è stato il tallone di Achille e il punto forte di Berlusconi?
Gianmario:
La tensione iniziale è stato l’unico neo; il messaggio finale ha cancellato tutto, Prodi compreso.

Tisbe: Il tallone di Achille è sicuramente la sua arroganza. Berlusconi dà l’impressione di sentirsi al di sopra del giudizio umano, invece, un Premier dovrebbe sapere che è costantemente soggetto al giudizio del popolo che lo ha eletto, ed in secondo luogo, al giudizio del mondo intero. Altro punto debole è l’eccessiva presenzialità. Francamente Berlusconi è dappertutto, e non riesce ad essere critico ed a comprendere che esiste un margine di assuefazione, superato il quale si diventa invisi alla gente, e persino antipatici. La sua forza è data dal suo indiscutibile carisma (negativo o positivo, ha poca importanza) e dalla sua capacità di mentire e di negare affermazioni fatte in precedenza. Berlusconi è abituato a vendere ed a vendersi, e bisogna ammetterlo: è un grande venditore. Il problema è, semmai, che non si può vendere sempre la stessa merce: c’è bisogno di altro. Riguardo ai contenuti, la frase più infelice detta dal Premier è la seguente: «La sinistra, e in particolare quella massimalista propone di rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell'operaio. Vuole togliere al ceto medio e dare alla classe operaia». C’è da aggiungere che i media hanno ignorato questa gravissima affermazione del Premier uscente e non si capisce perché. La frase più ad effetto: toglieremo l’Ici! Detta con grande “correttezza” quando l’avversario politico non avrebbe potuto più controbattere. Bell’esempio di lealtà e di rigore morale. Questo dovrebbe essere sufficiente per comprendere quali siano i reali intenti di Berlusconi riguardo il governo del nostro paese. Una persona che inganna una volta, è capace di ingannare sempre; una persona che inganna un’altra è capace di ingannare chiunque.

E di Prodi?
Tisbe:
Prodi non è stato incisivo. I suoi messaggi non sono fruibili dalla gente comune. Non dice frasi ad effetto e rimane sempre sul vago lasciando lo spettatore in un indefinito senso d’incompiuto. Il suo tallone d’Achille, paradossalmente, è proprio nell’essere troppo moderato. A volte è necessario prendere posizioni forti, anche scontentando una parte dell’elettorato, perché danno prova di carattere e di costanza. Il punto di forza di Prodi è rintracciabile, invece, nella sua calma serafica, nel suo rispondere entro i tempi stabiliti, nella sua grande correttezza e  nel rispetto delle regole e dell’avversario. Il “buon curato” è una figura che nell’immaginario collettivo attrae molto di più dell’imprenditore rampante. La frase più bella pronunciata, nel corso dell’incontro, dal leader del centro sinistra: “Alle primarie 4 milioni di persone hanno pagato per votarmi. E questa, tra me e lei, è una bella differenza”.

Gianmario: Nessuno: encefalogramma piatto.

Pensate che i due confronti possano aver spostato voti e/o convinto gli indecisi?
Gianmario:
Secondo me Berlusconi ha attirato l’attenzione degli italiani. Se la gente gli crede, possiamo vincere.

Tisbe: Non credo! Questi confronti, sotto il profilo dello spostamento dei voti, sono perfettamente inutili. Ovviamente è una mia opinione.

A prescindere dal chi vincerà le elezioni, cosa vi aspettate dal futuro governo?
Tisbe:
Cosa mi aspetto? Bella domanda. Non voglio entrare in questioni programmatiche perché non credo sia la sede adatta. Parlerò di ciò che secondo me dovrebbe fare un vero uomo politico. Stare al governo dovrebbe essere vissuto come una sorta di missione da compiere. Il politico dovrebbe sentirsi al servizio del suo popolo, anche e soprattutto di chi non lo ha eletto. Credo che un vero politico non debba mai avvicinarsi alla politica per ottenere privilegi o un posto al sole, ma debba scegliere questa strada alla stregua di un medico che va a curare i meno fortunati, per le vie perdute del mondo più povero ed infelice. Il governo dovrebbe lavorare per diminuire le distanze, di qualsiasi natura, fra i suoi cittadini e non per acuirle. Mi aspetto un governo che tenga conto delle minoranze e delle fasce più deboli e silenziose della popolazione.

Gianmario: Mi aspetto poco. Ma ho tanti desideri: l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori; la separazione delle carriere tra Giudici e PM;  federalismo fiscale; un bel taglio alla spesa corrente e alla spesa sociale inutile; l’abolizione degli ordini professionali; l’abolizione del valore legale della Laurea; il pugno di ferro contro mafia e camorra. Dimentico sicuramente qualcosa…
Ma il mio sogno è una Assemblea Costituente per riscrivere la Costituzione. L’attuale è una schifezza.

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