|
mercoledì, aprile 05, 2006
Non sono una cogliona
Al di là dell’esattezza delle parole (sia che abbia detto «Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse», o «Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per la sinistra», il senso è lo stesso: dubito che “votare contro il proprio interesse” significhi votare a destra), io credo che la frase di Berlusconi sia un boomerang terribile (le reazioni). Primo, non era lui che non insultava gli altri? Ora, va beh che “coglione” si usa a destra e a manca, ma io lo uso con le persone che conosco: non è che al primo che incontro esco e gli dico: “Ciao, coglione”. Tra l’altro da un Presidente del Consiglio mi aspetterei un minimo di civiltà in più (e comunque se i giornali sono comunisti e travisano le parole del premier, le immagini non mentono), e se proprio deve parlare il linguaggio della gente comune, sappia che la gente comune non passa le giornate insultando ogni persona che incontra! Secondo, se è vero che la sinistra in questi anni lo ha chiamato in tutte le maniere possibili e immaginabili, non capisco cosa c’entrano gli italiani elettori con gli italiani politici: se loro offendono, io che c’entro? Terzo, credo che la possibilità di darsi la zappa sui piedi e di votare liberamente, sia un sintomo di democrazia, e se questo significa essere dei coglioni, beh: ben venga! (Coglione o orgoglione?)
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
| FulviaLeopardi alle
09:15 | link
| 1 penny per i tuoi [commenti off]
|
 |
 |
 |
 |
Della serie: politica, riflessioni, ipse dixit
|