Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo,si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo - O.Wilde,parlando dell’assenzio

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martedì, marzo 21, 2006
Vita da blogger

 

Papà Splinder, che ogni tanto ci dà qualche grattacapo di troppo “grazie” alle sue continue evoluzioni, ha aperto un blog intitolato “Vita da blogger”. Un blog dove, parole sue, vuole «raccontare come il blog ha potuto cambiare la vita di chi lo scrive, analizzando l'impatto sociale dello strumento virtuale che cambia il reale». Se vi va, vi racconto la mia. Se non la volete sentire, liberi di cliccare la x rossa in alto a destra.

…e pensare che quando all’inizio cominciò a circolare e a diventare sempre più “famoso” il soprannome Fulvia, mi scocciava: “Non è il mio nome, pensavo, io mi chiamo Flavia”. Ma siccome “ubi maior minor cessat”, dovetti farmene una ragione; anzi, con il tempo cominciai anche ad apprezzare questo soprannome, tanto che adesso quando mi presento a qualcuno dico “Piacere Flavia, ma tutti mi chiamano Fulvia”.
Aprii
[FREE YOUR MIND] nel luglio del 2003, pochi giorni dopo gli esami di maturità: una lunga estate si srotolava davanti a me, libera dall’incubo debiti-crediti formativi. Ricordo di essere capitata su un blog di Splinder cercando qualcosa su un motore di ricerca, ma non ricordo cosa, né perché: so solo che quando vidi quella barra grigia che diceva “Il tuo pensiero online in 5 minuti”, mi affrettai ad aprire un blog senza neanche sapere cos’era, un blog. Non mi chiesi se avrei avuto il tempo, la pazienza, la costanza di aggiornare un blog, né mi chiesi cosa ci avrei scritto, in questo blog: come metà delle cose che faccio (e che poi, ogni tanto ma non sempre, lascio perdere) lo aprii di getto e basta:
“Ogni cosa che faccio, la faccio a precipizio per poter fare qualcos’altro”, scrive Stephen Dobyns in una sua poesia, ed è esattamente quello che faccio io. Scrivere mi è sempre piaciuto (bene o male sono due concetti relativi, per una che è passata dai 6 scarsi al ginnasio agli 8/9 del liceo senza minimamente cambiare di una virgola il suo modo di scrivere), confrontarmi con gli altri, pure: qualcosa mi sarei inventata, e se fosse andata buca, pazienza. Quasi 3 anni dopo, direi che buca non è andata per niente: da blog semi-personale, intervallato da qualche riflessione, questo angolo di blogsfera ha preso un suo corso ed è diventato un luogo dove si parla di tutto (politica, sport, notizie, etcetc)…ma soprattutto un luogo dove si cazzeggia. Prima di concludere vorrei ringraziare un paio di persone (oddio, ma cos’è? Un discorso da Oscar?!) che mi hanno “aiutato” (anche se non tutte lo sanno): nella “vita reale”, i miei ringraziamenti vanno a mia mamma, per essersi decisa a riavere un telefono e una connessione a internet (e non solo), ad Alessandra e Arianna (soprattutto a loro, ma non solo) per aver creato un soprannome che è quasi un marchio di fabbrica, e a Lisa, fonte continua di cazzeggio…misto a qualche (troppa!) preoccupazione (non ti ringrazio solo per questo, e tu lo sai!). Nella “vita da blogger”, devo ringraziare - in ordine sparso: papà Splinder, che nonostante tutti i suoi aggiornamenti mi ha permesso per tre anni di tenere questo spazio, la cricca Ciccsoft per avermi offerto la prima collaborazione webbistica, akio (primo fan di Fulvia & Lisa che ha avuto la sventura di conoscere anche dal vivo), xenia (che un blog non lo ha più, ma che ho conosciuto tramite blog e soprattutto, l’uomo che mi ha insegnato a mettere i permalink!), Sissunchi, di cui ho postato gli articoli divertenti ogni volta che non avevo tempo, ma soprattutto devo un ringraziamento a tutti coloro che, anonimi o meno, lurker o meno, d’accordo con me o meno, quotidianamente mi leggono e si confrontano con me, donandomi un po’ del loro tempo e soprattutto facendomi crescere.
Dimenticavo: grazie a delle “botte di cul…pardon, fortuna”, per ben due volte (facciamo una volta e mezzo, via) questo blog è diventato un vero lavoro, presso una tv e un giornale locali, il primo addirittura senza esperienza alle spalle: un piccolo sogno nel cassetto realizzato, grazie ad uno strumento (il blog), scoperto assolutamente per caso…parafrasando un famoso spot, “Che cosa potrei voler di più dalla mia vita da blogger?”

[UPDATE] Un bip alieno ha preso possesso del mio blog…aiutooooo!
[RI-UPDATE] Ora che ci penso questo suono da fine del mondo ci sta benissimo! Ma proprio proprio bene!

FulviaLeopardi alle 09:19 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: about me, internet

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