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sabato, settembre 24, 2005
Untitled
Ci sono cose che ci ricordano l'infanzia, come per esempio i palloni Supertele, le merende Mulino Bianco, la zuppa pane & latte per colazione (la mia sempre troppo piena di zucchero, e poi con il latte caldo che mi faceva schifo), la Nutella. Il primo bacio dato su una finestra dove non ci entrava una persona ma due bambini sì, una finestra con una davanzale inclinato che quasi caschi per terra se non ti reggi proprio sotto la finestra della preside quella con i tacchi che son vent'anni che sta in quella scuola e non si schioda. La nutella, le filastrocche, gli un due tre stella, i nascondini, e le "scivolate" per i corridoi della scuola (che una volta ecco che ci rimango secca), i disegni da colorare, i grembiuli macchiati per i disegni da colorare, con quei pennarelli che anche se sulla scatola c'era scritto lavabili, non si lavavano per niente (10 grembiuli l'anno minimo, tra cui uno orribile a quadretti bianchi e rossi, che schifo). Potrei continuare all'infinito, e non finire più. Il Natale, e le letterine spedite a Babbo Natale anche se a Babbo Natale non c'ho mai creduto ma non si sa mai (sempre spedite senza indirizzo, che "se è vero che Babbo Natale è magico non ha bisogno dell'indirizzo") e
la Baby Mia fatta a pezzi a Santo Stefano (io volevo
la Ferrari a pedali), i cartoni della Disney. Gli album delle figurine, mille iniziati e mai nessuno finito. Barbapapa e
la Pimpa (ma ve li ricordate?) e le disavventure del signor Bonaventura. La volta in cui ci ho messo 3 giorni per imparare l'area del cerchio (e ancora non la so) ma solo 20 minuti per imparare a giocare a ramino e scala 40. E la televisione, quando ancora valeva la pena guardarla, che in mezzo alla spazzatura qualcosa di buono lo trovavi sempre; i cartoni animati come Holly e Benji, Mazinga, I tre moschettieri, Pollon (niente Lady Oscar e Kiss me Licia, nossignore non da queste parti!)
Ma la cosa che ricordo meglio dell'infanzia, son le barrette Kinder, e il bambino della foto. Quell'adorabile bambino, tipica faccia da alunno studioso, che non ti offriva una, e nemmeno due, ma ben TRE barrette di cioccolato Kinder, anche se una era smangiucchiata. Quella faccia mi ha accompagnato per tutta l'infanzia e l'adolescenza. Poi un po' per forza (dieta), e un po' perché certe abitudini si perdono, ho perso di vista il bambino Kinder (e i Kinder in generale). L'altro giorno vado al market sotto casa, arriva una nuova fornitura di barrette Kinder. Vado lì, per vedere di nuovo il caro vecchio volto familiare e...CHI CAXXO E' QUELLA FACCIA DA PIRLA CHE NON TI OFFRE MANCO UNA BARRETTA MANGIUCCHIATA?? E' Italiano? Spagnolo? Tedesco? Francese? Olandese? Siberiano? Non esiste? ...nessuno lo sa, a quanto pare neanche la Kinder!
Mi rivolgo a te, Unico ed Originale Bambino Kinder, ultimo avamposto abbattuto di un mondo che non esiste più, e ti offro anch'io tre barrette al cioccolato, come tu hai fatto con me per tanti anni: una già masticata, una intera e una ancora da scartare. E ci piace ricordarti così, sorridente come sempre, mentre nel Regno dei cieli ti abbandoni beato in un fiume di cioccolato con più latte e meno cacao. Addio per sempre, amico mio.
Il bambino kinder è solo uno, come lui non c'è nessuno! (Questo post era già work in progres quando Akuma mi ha fatto conoscere il sito pro ripristino del vecchio bambino kinder, da cui è tratta l'ultima parte del post)
A proposito di evoluzioni, vi segnalo la recensione del mese: In continuo movimento, Tiromancino.
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| FulviaLeopardi alle
07:56 | link
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Della serie: musica, news, vita vissuta, televisioni, io non ci sto, angolo sociale
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