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mercoledì, novembre 30, 2005
La matematica è un’opinione
Le pioggie di questi giorni, oltre a fare un casino della miseria, hanno contribuito a far alzare il livello del lago Trasimeno. Lunedì quindi, oltre a parlare di tutti i disastri causati dalla pioggia, abbiamo anche dovuto parlare dell’innalzamento del livello del lago Trasimeno causato dalle piogge. Piccola premessa: il lago Trasimeno è costantemente sotto lo zero idrometrico, quindi più i numeri “calano”, più il lago si alza: meno 120 cm sullo zero idrometrico significano per il lago più siccità che se stesse a meno 100, quindi se il lago passa da meno 120 a meno 100 guadagna 20 cm. (Se non avete capito niente, ve lo posso spiegare io che avevo 2 fisso nelle materie scientifiche?) Comunque: Lisa chiama l’ufficio che monitora il lago, si presenta, chiede il livello del Trasimeno viste le piogge di questi giorni. Il tipo le dice “Meno 90 cm sullo zero idrometrico” e Lisa: “E invece ieri quanto era?” e il tipo le risponde “Meno 94” …e Lisa “MA COME E’ POSSIBILE CHE DOPO TUTTA LA PIOGGIA CHE E’ CADUTA IL LIVELLO DEL LAGO SIA PIU’ BASSO?!” …purtroppo non ho sentito la risposta del tipo, ero troppo occupata a ridere…
Ah Francé…non so mica quale affare tu abbia fatto ieri “fidanzandoti” con Lisa!!!
(E’ che ieri io e Francesco/Johnny Bravo stavamo al telefono a chiacchierare, e c’era pure Lisa, che ha deciso ancora una volta di ribadire il fatto che non è mica vero quello che scrivo - o meglio, lei dice che io esagero. Ma io c’ho un testimone: Fabrì, tu che ci hai conosciuto…dì che è TUTTO VERO! Comunque, dopo una sorta di terzo grado, Lisa ha deciso che JB è l’uomo per lei…in bocca al lupo!!!!
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| FulviaLeopardi alle
08:36 | link
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Della serie: sick sad world, vita lavorativa, fulvia e lisa
martedì, novembre 29, 2005
Addio, dolce vita
Nonostante il riassunto di Repubblica, non tutti potrebbero capire il servizio Addio, dolce vita, sulla situazione italiana, scritto da John Peet sull’Economist. Per questo ho deciso di farvi vedere questo video, datato ma sempre valido, che chiarirà tutti i vostri eventuali dubbi.
Questa mattina invece il buongiorno ve lo prendete in una maniera un po’ inusuale.
[Entrambi i file sono presi da magnaromagna.it, se volete salvarli tasto destro del mouse - salva con nome, altrimenti basta cliccarci e partono in automatico, ma non si salvano]
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| FulviaLeopardi alle
08:20 | link
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Della serie: politica, news, sick sad world, satira
lunedì, novembre 28, 2005
“Stiamo lavorando ad una storia diversa”…come no!
Mi è capitato di vedere la pubblicità di Trenitalia, quella che dice che stanno lavorando a treni più puliti e puntuali per avere clienti più soddisfatti. Siccome io non credo alle favole (come quando nel gennaio 2004 Trenitalia proclamava alla nazione che il 74% dei viaggiatori erano soddisfatti del servizio offerto), ho fatto un semi reportage per conto mio. Ecco come stanno realmente (in Umbria, ma credo che certe cose valgano per tutti) le cose.
Ciak #1:
Il treno delle 17,25 che parte da Perugia Fontivegge per arrivare a Roma Termini parte sempre puntualmente, visto che arriva intorno alle 16 e si ferma lì per un’ora. In quell’ora di fermo gli addetti alle pulizie dovrebbero pulire il treno. Ma come lo fanno? Dopo il caso zecche, e visto che molto spesso sui treni girano persone e animali che definire poco puliti è un eufemismo, ti aspetteresti che facciano qualcosa di più oltre a quello che mia nonna definiva “pulire dove passa il prete”. I sedili son sempre sporchi, spesso i cestini son pieni, quantomeno non svuotati completamente, e sotto i sedili probabilmente ci sono anche forme di vita sconosciute. L’altro giorno sono arrivata alla stazione con mezz’ora di anticipo sulla reale partenza del treno. Timbro il biglietto, vedo che tutte le porte del treno sono aperte, entro nell’ultima carrozza (sì, perché voi dovete sapere che i treni, almeno in Umbria, non è che si fermano davanti alla stazione; no, l’ultima carrozza si ferma in fondo alla stazione, il resto del treno si ferma nei km che intercorrono tra una stazione e l’altra): una tizia addetta alla pulizia con spazzolone BISUNTO stava pulendo (e contemporaneamente mangiando un panino). Faccio per uscire (la carrozza era bagnata), e quella mi fa: “Ma no guarda (son giovane, e ci sta che tu mi dia del tu, ma di solito se tu fai un servizio e io sono un cliente, ci starebbe di darmi del lei, questo dice la regola non scritta nei posti di lavoro), puoi anche restare ché tanto ho finito”. Per dimostrarmelo si è messa seduta, e ha finito di mangiare il panino senza poi neanche ripulire le briciole. Il che non è stato neanche male, considerato che non aveva un secchio né vicino né negli spazi tra due vagoni, quindi presumo che avesse finito di pulire tutto il treno, o quantomeno due carrozze, senza mai strizzare né lavare lo straccio. Non parliamo poi dei bagni dei treni: se avete la sventura di capitare in uno scompartimento vicino al bagno dovete munirvi di arbre magique o di una bombola ad ossigeno. Tra l’altro se una persona ha la sventura di dover usare il bagno, e emette “rumori” poco più forte del normale, c’è anche pericolo che si senta tutto.
Ciak #2:
Sabato pomeriggio arrivo alla stazione di Perugia alle 15,50, perché devo prendere il treno alle 16,12. Il treno ha 30 minuti di ritardo. Nonostante il freddo cane e la pioggia a scroscio, nonché la sala d’attesa piena, cerco di farmene una ragione. Alle 16,20 la voce “Annuncio ritardo” comunica che il treno non ha 30, ma 35 minuti di ritardo. Alle 16,35 i minuti son diventati 40. Alle 17,00 finalmente arriva il treno, ma misteriosamente la voce ritardo continua ad annunciare 35 minuti di ritardo. E’ vero che sabato pomeriggio si è scatenato un putiferio, ma i ritardi di Trenitalia viaggiano puntuali con qualsiasi tempo: estate, inverno, primavera, autunno, se i treni non hanno almeno 5 minuti di ritardo (ma comunque vengono annunciati in orario, i ritardi in questa parte di mondo vanno dai 10 minuti in su) non siamo in Italia. Io ricordo che una volta in Francia si scusarono in tutte le lingue possibili e immaginabili per un treno in ritardo di 10 minuti, e visto che il ritardo si protraeva provvidero a mandare subito un altro treno.
Ciak #3:
Per aggiungere al danno la beffa, appena entri in treno, sporco e in ritardo (il treno), molto incazzato (tu), una voce mi fa sapere che “Viaggiare senza biglietto comporta una sanzione superiore a 25 euro” ed è molto probabile che ti colgano con le mani nel sacco perché “sono stati intensificati i controlli a bordo del treno”. A parte che, come dissi tempo fa, un controllore mi spiegò che le multe variano da regione a regione, quindi (es.) in Toscana se ti prendono senza biglietto c’è caso che te la cavi anche con 5 euro, mentre in Umbria ne paghi anche 25; ma poi, mica è vero che hanno aumentato i controlli. Io ho preso il treno per mesi, alle ore più disparate, e non ho visto neanche l’ombra di un controllore. Volendo c'è un treno (di cui non dirò né orario, né tratta), in cui potete viaggiare gratis e senza che sicuramente vi beccano per circa 25-30 km. A parte che comprare un biglietto alla stazione è praticamente impossibile: se non ci fossero le edicole abilitate alla vendita di biglietti, passeresti la giornata ad aspettare che la gente capisca che esiste un ufficio informazioni apposito, e che la biglietteria serve a comprare il biglietto. Non sperate di trovare un biglietto con le biglietterie automatiche: a Perugia son rotte tutte e due la maggior parte del tempo, e una non prende bancomat, l’altra rifiuta i soldi (dovrebbero essere tutte e due sia per bancomat che per contante). Visto che le biglietterie automatiche son rotte, e che la gente scambia gli sportelli di vendita per l’ufficio informazioni, a Trenitalia costerebbe tanto autorizzare i controllori alla vendita dei biglietti e non solo al controllo? (Un po’ come succede negli autobus?!) Un sabato pomeriggio in cui l’edicola era chiusa, la sottoscritta ha dovuto pagare 30 euro di multa perché, nonostante fosse arrivata un’ora (UN’ORA!) prima, non è riuscita a comprare un biglietto)
Ciak #4:
Vogliamo parlare della “gentilezza” e della “competenza” degli addetti alla biglietteria e/o alle informazioni? Un periodo in cui impazzavano gli scioperi (da sottolineare che quando fanno sciopero tutti i treni arrivano in orario o quasi), la sottoscritta chiese all’ufficio informazioni se c’erano delle fasce protette; la risposta? “Fasce protette? Aahahahah, non sono previste fasce protette”…questo sempre che a) ti rispondano e non facciano finta di non sentire b) sappiano la risposta! Competenza? I bigliettai, i controllori, quelli dell’ufficio informazioni son persone che, oltre a non sapere le cose più elementari (un giorno per avere il numero della Direzione Regionale Toscana ho dovuto fare venti chiamate, perché avevano cambiato il numero e nessuno sapeva quale fosse quello nuovo) non conoscono una cippa di parola straniera: morale, spesso son gli studenti e/o i viaggiatori che hanno dimestichezza con le lingue, che si impegnano a dare informazioni agli stranieri.
Secondo voi stanno scrivendo una storia diversa?! Se il buongiorno si vede dal mattino, a me non sembra proprio.
* L’immagine trenitaliacircus è presa da ReBel Café.
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| FulviaLeopardi alle
08:19 | link
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Della serie: news, io non ci sto, disastrenitalia
sabato, novembre 26, 2005
Disperata cerca amore
Forse è al livello delle sue colleghe disperate, forse è solo una geniale idea di marketing: sta di fatto che l’attraente signora che vedete a corredo dell’articolo, ha pensato bene di mettere in vendita casa mobili…e se stessa, per 600 mila dollari. Pur di non rimanere single, Deborah Hale, bionda di origini norvegesi, che fa l’imprenditrice, ha avuto l’idea di una “House with bride”, “casa con moglie”, dopo aver visto uno show televisivo in cui un anziano scapolo si proponeva alle spettatrici tramite un sito web. Dapprima Deborah, delusa per i tanti fallimenti conseguiti durante la sua ricerca dell’anima gemella, si era rivolta al principale sito di aste americano eBay per offrirsi al miglior offerente. Non è la prima volta che su eBay appaiono vendite stravaganti, basti ricordare la vendita di un fantasma che infestava una casa di campagna o l’asta per un panino con tostatura che rappresentava l’effige della Madonna. Ma, dopo qualche giorno, l’annuncio era stato tolto per le severe regole antiprostituzione del portale online (poi qualcuno mi spieghi poi perché una non può vendere casa sua, ma si trovano in giro articoli del genere). «Non stavo vendendo parti del mio corpo», ha però specificato la Hale. Così ha deciso di aprire un proprio sito con suoi ritratti e immagini della casa, che ha ricevuto finora più di settemila visite e almeno dieci offerte. Scadenza dell’offerta: il giorno di San Valentino. Nella biografia presente sul sito, si legge che ha lavorato per molti anni nella microelettronica e da quattordici è il presidente di una piccola impresa di design di gioielleria, con sede ad Albuquerque nel Nuovo Messico. Ma come deve essere l’uomo che la comprerà? Per la Hale, il candidato ideale deve avere dai 40 ai 60 anni e non deve russare: «Io sto cercando l’anima gemella che deve essere una persona speciale. Sono una ragazza normale».
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| FulviaLeopardi alle
08:22 | link
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Della serie: news, sick sad world
venerdì, novembre 25, 2005
Quando la satira se la fanno meglio da soli…

Questa è la prima pagina de “Il Tempo” di ieri. Alcuni di voi hanno potuto vedere l’immagine in anteprima (gliel’ho postata nei commenti) ma mi sembrava giusto condividerla con tutti…e vorrei specificare che “Il Tempo” ce l’ho sottomano per lavoro, non per altro.
La recensione letteraria del mese: Io sono Charlotte Simmons, di Tom Wolfe.
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| FulviaLeopardi alle
08:45 | link
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Della serie: politica, libri, news, satira
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