Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si vorrebbe che fossero. Dopo il secondo,si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come realmente sono, e questa è la cosa peggiore del mondo - O.Wilde,parlando dell’assenzio

Fulvia Leopardi

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lunedì, ottobre 31, 2005

 

Censura Selvaggia

In questi giorni giornali & blogger parlano tanto di
Daniele Luttazzi - censuratore - di commenti [in breve: Luttazzi ricostruisce il caso CIA-gate, sbagliando alcune date e altre cose, qualcuno glielo fa notare e il comico cancella tutto. I commentatori se ne accorgono e chiedono spiegazioni. Luttazzi sostiene che nei commenti era linkato il partito repubblicano, quando era solo un indirizzo mail del tipo aa.repubblicanparty. Del fatto si è occupato anche Mattia Feltri in un editoriale su “La Stampa” (ma i giornalisti o presunti tali non hanno niente di meglio da fare?!) e il blog americano di Ideazione.com con un Best Of].
Ma cè anche unaltra blogger famosa che censura e nessuno dice niente: Selvaggia, perché
hai chiuso i commenti e nessuno sè indignato? Che so’ ‘ste discriminazioni?!
RIVOGLIAMO FREE I COMMENTI DI SELVAGGIA!

[UPDATE] Siccome c’è un COniGLIONE che credendo di essere spiritoso non la pianta di intasare i commenti scrivendo cazzate, questo blog è aperto ai soli utenti Splinder. Se a 26 anni hai crisi affettive vedi di rompere le palle da qualche altra parte, grazie. Io all’asilo ho smesso di andarci da un pezzo, evidentemente TU ancora no.
Gli anonimi che volessero commentare possono farlo via mail.

FulviaLeopardi alle 14:17 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: trash, sick sad world
sabato, ottobre 29, 2005

 

La tigre e la neve

A tre anni da quello schifo di film che fu Pinocchio, Benigni torna con “La tigre e la neve”.
Attilio (Roberto Benigni) è un poeta che ogni notte sogna di sposare la donna della sua vita, Vittoria, che nella realtà lo sfugge di continuo. Quando lei, partita per un’intervista al più importante poeta iracheno rientrato in patria in prossimità della guerra, verrà gravemente ferita, Attilio la raggiungerà e farà di tutto per salvarla. Non ci saranno ostacoli che potranno fermarlo nel tentativo di farla sopravvivere: dalla mancanza di medicinali al posto di blocco in cui verrà scambiato per un terrorista.
Una storia d’amore quindi, che appassiona, commuove, e fa ridere: perché pur nella tragicità dello scenario del film (la guerra in Iraq, ma bisogna specificare che l’Iraq è “solo” uno scenario), non mancano le solite gag alla Benigni.
Due ore di film che scorrono tutto sommato veloci (ci sono punti che ti fanno addormentare) e piacevoli: se da una parte bisogna riconoscere all’autore il talento di saper sdrammatizzare gli eventi più drammatici («Senza benzina in Iraq? Questo è il colmo!
»), La tigre e la neve è ben lontano dal suscitare le emozioni di La vita è bella.
Anzi, un film che ha un finale “a sorpresa”: riguarda il rapporto di Attilio con Vittoria (Nicoletta Braschi), che si rivelerà diverso da come appare sulle prime. Il problema è: ok, ci sarà anche una poetica del non detto: ma francamente il non detto di questo film lascia un po’ con l’amaro in bocca.
Ps: questo film è l’unico che Lisa è riuscita a vedere senza mettersi le mani sugli occhi, alleluia!

Red Eye

Lasciato da parte il suo genere preferito, il teen-horror, Wes Craven si cimenta questa volta con un thriller dalla storia semplicissima, ma non per questo meno efficace. Regista e trama del film promettevano bene, il problema è che lo sviluppo del film ha perso l’efficacia dell’idea.

Negli Usa post 11 settembre 2001 volare non è esattamente la cosa più piacevole di questo mondo. Prendete una lei (Rachel McAdams), direttrice delle pubbliche relazioni di un grande albergo della Florida, e lui (Cillian Murphy), modi da seduttore di professione se non fosse per l’occhio verde/blu un po’ troppo inquietante. La abborda al terminal, dividono un drink quando l’aereo è in ritardo e, per una strana coincidenza, il suo posto in aereo è proprio al fianco di lei.
Appena decollati, Murphy modifica un po’ quella sua aria da marpione per annunciare alla vicina che, se non collabora all’uccisione di un politico alloggiato nell'albergo di cui lei è direttore, il padre (Brian Cox) sarà ucciso da un complice già appostato nei paraggi della sua residenza.
Ecco, il resto è noia. Un film carino, movimentato, anche se con alcune pecche evidentissime (la solita americanata, ma non dico altro che sarebbe spoiler), che vale la pena di vedere senza però aspettarsi più di tanto. Lui è bravissimo, lei (che sa riempire bene lo schermo, per carità) in questo film conosce due sole espressioni: piangente e terrorizzata. Ottantacinque minuti di suspence e di azione, che meritavano un finale migliore e non la solita risoluzione all’americana che possono andar bene per teen-movie e non per un film che teen-movie non è.

L’esorcismo di Emily Rose (di cui anche Selvaggia ha scritto una recensione niente male.

FulviaLeopardi alle 08:14 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: film
venerdì, ottobre 28, 2005

 

Ripetersi è lento, Benigni è rock

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Rock Politik di Adriano Celentano cerca di cambiare forma, ma il prodotto finale è quello che è.
Adriano parte sempre parlando pseudo spagnolo, io che lo spagnolo lo mastico non ho ancora capito se lo fa apposta o parla spagnolo come l’italiano (vedi più sotto). La coreografia fa molto “nato ai bordi di periferia”, forse per “anticipare” Ramazzotti come ospite. Quelli che gli stanno intorno invece mi sembrano cinquanta personaggi “in cerca d’autore”, se la faccia da “ma che cacchio ci faccio io qua?!” è solamente una recita, beh abbiamo dei nuovi Carmelo Bene.
Apre con
il monologo lento -  rock, cose allucinanti tipo “L’ape è rock, il miele è lento, la rana è rock lo stagno è lento”, fino ad arrivare a “respirare è lento”, che sì, sarà pure lento, ma se non respirassi non potresti scrivere e dire cazzate simili. Qualcuno gliel’ha detto ad Adriano che RIPETERSI E’ LENTO??? Tra l’altro quella musichetta ti fa venire voglia di uscire e strangolare il primo che incontri.
Il Papa è hard rock (tipo Marylin Manson?), aspettare è rock (allora io son rock, visto che con Lisa sto sempre ad aspettare); le verdure cotte e il puré son cibi lenti.
Nonostante la laurea in comunicazione, un sasso è molto più vivo di Valentino Rossi (tra l’altro il regista incompetente che inquadra sempre il gobbo ha lasciato anche aperto l’auricolare, sicché si sente Rossi che dice «Entro adesso»?)
Notare Celentano che, con ben due auricolari, dice che è difficile tenere a mente le cose…
Dopo due ore di pippone (videoclip-blob con dichiarazioni di politici e spezzoni di filmati, tra cui quello di Raimondo Vianello che qualche anno fa invitava dagli schermi di Canale 5 di voler votare per Berlusconi - con Antonella Elia che dice: allora voto anche io visto che non ho idee politiche e a qualcuno mi dovrò aggregare - e Gianfranco Fini che dai banchi della Camera se la prende con Bossi dopo la caduta del primo governo Berlusconi nel 1994. Poi immagini di Prodi che parla del suo lavoro all'Iri e dello stesso Berlusconi furioso, nel 1995, per l'avviso di garanzia ricevuto pochi mesi prima a Napoli durante il vertice internazionale sulla criminalità), arriva il monologo di Celentano (stavolta munito di bicchiere, non come la settimana scorsa che dovette chiamare un assistente per un po’ d’acqua). A parte la castroneria sulla «comparizione» – ok che i testi te li scrivi da solo, ma un vocabolario no? – Celentano afferma che gli uomini non vengono ricordati per i loro «strani monumenti» (riferimento indiretto al ponte di Messina?), e poi tra grattacieli di 500 piani e la casetta di campagna, Celentano ha detto: «I grattacieli sono l’arroganza del potere, la ricchezza sbattuta in faccia ai poveri che vivono nei palazzoni, che i mandanti della Democrazia Cristiana hanno costruito per i comunisti che si accontentano, pur di avere dei voti in più». Ora, io non ho capito, ma se lui è partito parlando dell’America e delle Torri Gemelle, che c’azzecca la Dc ? Notare poi come Celentano non sappia dire scomparsa, ma sappia mettere insieme frasi del tipo «Moderno è colui che come lo scalatore della montagna NELL’INTENDIMENTO di salire..»
Pubblicità, e poi musica e battimani per due ore..chissà chi arriva…BENIGNI. Mentre salutava il pubblico una voce ricordava che si era a Rock Politik, ed in effetti sì: Benigni
ha monopolizzato la scena (grande, grandissimo: mi son morta dalle risate).
Arriva Ramazzotti, con l’aria da duro..cantano insieme “Il ragazzo della via Gluck”, solo che nel finale Celentano se ne va per fatti suoi («Il telepredicatore di destra, o di sinistra? Chissa, chissà, chissà come finirà...») e Ramazzotti che abbassa il microfono e alza le mani come a voler dire “Chi, io? E che c’azzecco?”). Tra l’altro come nella prima puntata, si studiassero meglio le battute dei dialoghi, che sembrano le conversazioni nei salotti del ’700. Luisa Ranieri non sa neanche il nome della band che deve annunciare, ma dopo un mezzo spogliarello come quello con Benigni, beh: credo che la gente le perdoni questo ed altro.
Finale (poi non capisco a che serve la pubblicità se poi c’è solo la sigla): solita canzone (“Ancora vivo”) e solite immagini trash = ?
A volte reperita iuvant: a Rock Politik, sinceramente, repetita stufant.

Rock Politik prima puntata.

FulviaLeopardi alle 00:27 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: televisioni
giovedì, ottobre 27, 2005

 

Cera un post bellissimo ma...

...abbiate pazienza che in questa casa ci sono gli spiriti e siccome è saltata la corrente devo scriverli di nuovo (non ho mai capito perché se salta la corrente word non salva niente, se si blocca il pc invece salva tutto, misteri di Windows).
Quindi blogger delle altre 19 regioni (non ho mai capito quante son le regioni, credo 20 ma mica son sicura), abbiate pazienza se parlo solo con i blogger umbri per organizzare questo benedetto pranzo. Poi prometto che me la smetto.
Vi ricordo che il raduno è aperto a tutti anche se solo per un pranzo di due orette non vi conviene venire da (es) Napoli, fate più strada che pranzo.
Quindi chi non partecipa o si chiede: Ma che ci sto facendo qua?! può andare da Masciasole a farle gli auguri di compleanno (a proposito, il mio compleanno è il 18.11, grazie degli auguri ma siete arrivati un momentino in anticipo) e a dare unocchiata al sito della prossima intervistata!

Il pranzo è alle ORE 13,30 di SABATO 29 OTTOBRE 2005 all’
Orto del Frate. [Come ci si arriva]. Chi ci viene NON CONFERMI VIA COMMENTO MA VIA MAIL (la trovate a lato). Siccome conosco il gestore è possibile confermare la propria presenza fino a sabato mattina alle 9. Grazie in anticipo.

FulviaLeopardi alle 08:14 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: varie eventuali
mercoledì, ottobre 26, 2005

 

Non penso proprio

Sabato sera io e Lisa siamo andate al cinema. Per una volta che siamo riuscite ad arrivare in orario (solo perché nella programmazione c’era un orario di inizio di 40 minuti prima che cominciasse realmente) ci siamo anche dovute sorbire i trailer degli altri film.
Ora io dico: va bene che per il mio compleanno 2003 mi regalano
In the zone di Britney Spears, va beh che una ex amica stronza mi ha regalato ...squèrez? dei Lunapop, ma cara mia, da te che sei la mia migliore amica e compagna di mille avventure, non mi aspetto che mi porti a vedere il film di Melissa P. che esce proprio la sera del mio compleanno!!!!
Scena: Fulvia & Lisa che avevano anche occupato posti non loro, ché tanto non c’era nessuno.
Lisa che in 10 minuti s’è fatta fuori una ciotola media di pop corn e pesca elegantemente da quella di Fulvia. Trailer del film di Melissa P. (in cui praticamente l’attrice non si vede mai e dice cose scontatissime del tipo Lui mi ha fatto tanto male ma adesso gliela farò pagare”, oppure il pezzo in cui il trailer dice Tutta la verità su Melissa” e Fulvia che si strozza con i pop corn sapendo che Melissa ha disconosciuto il film (in effetti almeno a vedere il trailer così è: ci sono poche scene di sesso, per un libro che parlava solo di quello). Tra l’altro in molte recensioni il film è segnalato come drammatico, sì: perché quando lo vedi te metti a piagne”, sapendo da quale libro è stato tratto. Lisa che dice: Fulvia ho trovato il regalo di compleanno...te porto a vede’ ‘sto film!!!”. Fulvia che dice Si cocca, credice”. Lisa che risponde con aria minacciosa Sì, sì, aspetta e vedrai...”.
Io spero che dicesse per scherzo, ma non è che tra di voi c’è qualcuno che può soccorrermi in caso di emergenza la sera del mio compleanno? (Che poi tanto quella manco si ricorda mai di quando è il mio compleanno, figurarsi)

FulviaLeopardi alle 08:01 | link | 1 penny per i tuoi [commenti off]
      Della serie: musica, film, trash, fulvia e lisa

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