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mercoledì, dicembre 31, 2003
Quando i sogni Omaggio a Giorgio Gaber
L’ho già postato, ma è sempre valido.
«Non si capisce perché quasi sempre i sogni, proprio nel momento in cui, come specchi fedeli dell’anima, stanno per svelare al soggetto i suoi intendimenti nascosti, si interrompono. Ero lì, in una specie di zattera… chi lo sa, forse un naufragio… Insomma, sono lì su un relitto di un metro per un metro e mezzo circa, e, stranamente tranquillo in mezzo all’oceano, galleggio. Chi sa cosa vorrà dire… Va be’, vedremo poi. Per la verità avevo già sognato di essere su una zattera con una dozzina di donne stupende…nude. Ma lì il significato mi sembra chiaro. Ora sono qui da solo, ho il mio giusto spazio vitale, mi sono organizzato bene, il pesce non manca, ho una discreta riserva d’acqua… i servizi non sono un problema…ho anche un robusto bastone che mi serve da remo. Non è un sogno angoscioso, ma cosa vorrà dire? Fuga, ritiro, solitudine, probabilmente desiderio di sfuggire la vita esterna che ci preme da ogni parte. Si diventa filosofi, nei sogni. Oddio, cosa vedo? Fine della filosofia. No, non può essere una testa. Forse una boa. Non so per cosa fare il tifo. La boa fa meno compagnia, ma è più rassicurante. No, no… si muove, si muove. Mi sembra di vedere gli spruzzi. Non è possibile che sia un pesce. Qualcosa che annaspa, sprofonda, riappare, lotta disperatamente con le onde. E’ un uomo, è un uomo, è un uomo, è un uomo, è un uomo! E ora che faccio. La zattera è un monoposto, ne sono sicuro. Per il pesce non ci sarebbe problema, ma la zattera in due non credo che tenga. (al naufrago) “Non tiene!” Macché, non mi sente. Sarà a cento metri. Che faccio? Ma come “che faccio”… Sono sempre stato per la fratellanza, per l’ospitalità, per l’accoglienza. Ho lottato tutta la vita per questi principi. Sì, ma non mi ero mai trovato… Ma quali principi? Questa è la fine. Qui in due non la scampiamo. E lui avanza, fènde le onde. Madonna, come fende! Sarà a settanta metri, cinquanta, trenta… Quasi quasi gli preparo un dentice. E se non gli piace il pesce? Se gli piace solo la carne? Umana? Certo, io devo pensare a me, alla mia sopravvivenza: mors tua vita mea. Oddio… non dovrò mica ucciderlo? Ma che dico, sto delirando! Lo devo salvare. Poi in qualche modo ci arrangeremo, fraternamente, ci sentiremo vicini. Per forza, non c’è spazio stretti, uniti, corpo a corpo… Guarda come nuota… E’ una bestia! E no… io lo denuncio. Lo ammazzo. Ormai sarà dieci metri. Mi fa dei gesti, mi saluta…mi sorride, lo schifoso. Ma no, poveraccio, per lui rappresento la salvezza, la vita. Che faccio? Dio, che faccio? Potrei prendere il bastone, potrei allungarglielo per aiutarlo a salire... Potrei dargliela con violenza sulla testa. Siamo al gran finale del dramma. Il dubbio mi corrode. L’interrogativo morale mi divora. Devo decidere. L’uomo è a cinque metri, quattro, tre… Ecco, prendo il bastone e… E a questo punto mi sono svegliato. Maledizione! Non saprò mai se nel mio intimo prevale il senso umanitario dell’accoglienza o la grande paura della minaccia. Devo saperlo, devo saperlo, non posso restare in questo dubbio morale, devo sapere come finisce questo sogno! Cerco di riaddormentarmi, mi concentro… sì, mi abbandono. Qualche volta funziona. Ecco, ecco… sì, l’acqua, l’oceano, le onde, un uomo su una zattera…un altro che nuota, annaspa, arranca disperato, sento il cuore che mi scoppia. Oddio sono io sono io che nuoto. Ma che è successo? Non è giusto, non è giusto! Io ero quell'altro. Mi piaceva di più stare sulla zattera. Ora affogo… Aiuto, Aiuto… che paura… Aiuto! Ma quali dubbi morali… Ho le idee chiarissime, io. Sono per l’accoglienza! Ecco, l'ultimo sforzo, sono a cinque metri dalla zattera, quattro, tre… Alzo la testa verso il mio salvatore… Eccomi! PUMMM! Che botta. E a questo punto mi sono svegliato di nuovo. Non voglio sapere altro. Mi basta così. Speriamo che non sia un sogno ricorrente. Però una cosa l’ho capita. No, non che se uno chiede aiuto gli arriva una legnata sui denti, questo lo sapevo già. Ho capito quanto sia pieno di insidie il termine “aiutare”. C'è così tanta falsa coscienza, se non addirittura esibizione nel volere atutti i costi aiutare gli altri che se, per caso, mi capitasse di fare del bene a qualcuno, mi sentirei più pulito se potessi dire: non l’ho fatto apposta. Forse solo così tra la parola “aiutare” e la parola “vivere” non ci sarebbe più nessuna differenza.»
Giorgio Gaber
Domani sera, per ovvie ragioni, il blog non sarà aggiornato. Lo farò nel pomeriggio, oppure per la seconda volta nella storia di questo blog, salterò l’appuntamento.
Questo testo di Giorgio Gaber mi piace molto; trovo che rappresenti la dose di egoismo che per quanto si può essere buoni, ognuno di noi ha. E’ veritiero: credo che poche persone siano così altruiste da rischiare la loro vita per un altro. Quindi il mio augurio di buon anno, per voi e per me, è quello di essere meno egoisti possibili, e di ricordarci che non siamo solo noi ad avere i momenti brutti o ad essere scazzati e depressi, o a sentirci soli.
Prossimamente: i miei migliori articoli, o qualcuno mi mena (vero Uriah?), e il progetto di un blog parallelo cui si spera che vogliate aggregarvi anche voi!
PS per il tizio che vota, e mi chiede se va bene a) come faccio a risponderti se non so chi sei? b) puoi dare 9 ai contenuti e 3 all’originalità? FIRMATI, E TI RISPONDERO’!
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Della serie: ipse dixit, varie eventuali
martedì, dicembre 30, 2003
Beautiful
Ascolto ogni tipo di musica, meno il pop commerciale stile boyband e Britney, ma sono rimasta molto colpita dalla voce della Aguilera, e ancor più colpita dalla canzone di “Beautiful”: è una canzone che ha dei contenuti, e trasmette un messaggio molto bello e positivo. Quando è uscita fuori ero in un periodo un po’ demoralizzante dell’anno 2003, questa è una delle canzoni che mi ha schiodato il morale da terra.
Ovviamente, il testo non l’ha scritto Cristina, ma Linda Perry, già front woman delle 4NoBlondes.
Buona notte, e buona giornata per domani.
Beautiful Written by Linda Perry
Don’t look at me Everyday is so wonderful Then suddenly It’s hard to breathe Now and then I get insecure From all the pain I’m so ashamed
I am beautiful No matter what they say Words can’t bring me down I am beautiful In every single way Yes words can’t bring me down Ohh no So don’t you bring me down today
To all your friends you’re delirious You’re so consumed In all your doom, ooh Trying hard to fill the emptiness The pieces gone Left the puzzle undone Is that the way it is
‘Cause you are beautiful No matter what they say Words can’t bring you down Ohh no ‘Cause you are beautiful In every single way Yes words can’t bring you down Ohh no So don’t you bring me down today
No matter what we do (No matter what we do) No matter what we say (No matter what we say) We’re the song inside the tune (Yeah, oh yeah) Full of beautiful mistakes
And everywhere we go (And everywhere we go) The sun will always shine (The sun will always, always, shine) And tomorrow we might awake On the other side
‘Cause we are beautiful No matter what they say Yes words won’t bring us down Ohh no We are beautiful In every single way Yes words can’t bring us down Ohh no So don’t you bring me down today
Ooh, ohh Don’t you bring me down today Don’t you bring me down, ooh Today
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Della serie: musica, about me
lunedì, dicembre 29, 2003
Fine anno, tempo di bilanci/2
Dopo avervi parlato all’acqua di rose del mio 2003, che in realtà è stato molto più complicato, passiamo ai libri, film e cd.
Credo che per i cd sarà facile trovarne 10 del 2003, per libri e film molto più complicato..io amo i vecchi film, e di libri nuovi ne compro pochi perché aspetto che calino di prezzo.
Perciò, ecco le “Top Ten” dell’anno 2003. Il fatto che siano al primo posto, non vuol dire che lo siano davvero, siccome non me le son preparate, vado a memoria!
LIBRI:
1. Ossessione, S. King
2. Io uccido, G. Faletti
3. Stupid White Men, M. Moore
4. Il poeta, M. Connelly
5. Lo hobbit, J.R. Tolkien
6. Ma come hai ridotto questo paese, M. Moore
7. Destination: Morgue, J. Ellroy
8. Sipario; l’ultimo caso di Poirot, A. Christie
9. Le formiche e le cicale, Gino&Michele
10. I, me, mine, G. Harrison
FILM:
1. The sleepers
2. Uccelli
3. Psycho (originale)
4. Esorcista
5. L’attimo fuggente
6. Nemiche amiche
7. Twin Peaks
8. Buongiorno notte
9. Non aprite quella porta
10. Il postino
CD:
1. One, Beatles
2. The blueprint 2-The gift&The course, Jay-z
3. Back in the U.S., Paul McCartney
4. In continuo movimento, Tiromancino
5. Meteora, Linkin Park
6. Room on fire, The Strokes
7. Elephant, White Stripes
8. A rush of blood to the head, ColdPlay
9. Walkin on a thin line, Guano Apes
10. Korn, Korn
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Della serie: musica, libri, film, televisioni
domenica, dicembre 28, 2003
Fine anno, tempo di bilanci
Cosa dire di questo 2003?
Tutto sommato, è stato un anno buono. Amicizie perse e poi riconquistati, amori su cui è stata messa una pietra sopra, amori trasformati in amicizie più o meno solide, una maturità conquistata senza problemi (ehm…matematica e fisica, lasciamole stare!!!), l’università, tante nuove amicizie…insomma, non c’è niente di cui lamentarmi. Ovvio, i rimpianti della maturità a volte si fanno sentire, mancano le assemblee di classe in cui si finiva tutti a litigare, mancano le interrogazioni non programmate che facevano morire di crepacuore, mancano gli anni spensierati del liceo. Potessi tornare indietro, col senno di poi, probabilmente per il mio carattere impulsivo, rifarei le stesse scelte, anche se i risultati che hanno portato non son certo esaltanti.
Aprire questo blog, una delle migliori cose del 2003; diciamo che è cresciuto lui, e son cresciuta io, e speriamo di continuare così!
Propositi per l’anno 2004? Sicuramente diventare ancora più acida, riuscire a dare qualche esame, mantenere le amicizie importanti, essere un po’ più buona…beh, diciamo che spero che sia migliore di questo 2003!
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Della serie: vita vissuta, about me
sabato, dicembre 27, 2003
Il riccio di castagna
Credo che tra breve metterò a lato un rimando a tutti i miei post migliori (almeno secondo me).
E ora beccatevi questo raccontino…è scritto in un libro di favole che avevo quando ero piccola (dedicato a chi dice che sono troppo acida!)
«Un pomeriggio d’autunno un favoliere entrò in un bosco,dove tutto era silenzio. Il cielo era terso,gli alberi carichi di colore. Sotto il tocco leggero del vento,le foglie cadevano ad una ad una, lentamente,quasi a voler salutare l’albero che le aveva accolte e nutrite per una stagione. Planando dolcemente,toccavano terra…e mosse dal venticello, rotolavano qua e là, abbracciando le compagne già cadute. Ad una ad una trovavano così il loro posto e si offrivano alla terra per diventare buon concime.
Il favoliere camminava adagio sul tappeto di foglie,incantato dai colori,quando fu incuriosito da qualcosa che si muoveva,proprio sotto una pioggia recente di foglie. Si muoveva…appena appena. Il favoliere si chinò e con delicatezza scostò le foglie. Spuntò fuori un riccio che piangeva,piangeva sconsolato. Egli lo prese tra le mani e gli chiese: “Perché piangi?” “Io non ho amici e se qualcuno mi si avvicina appena appena, per stringermi la mano, io lo pungo.E’ inevitabile”, gli rispose il riccio. “Ma no, ribatté il favoliere, no guarda…io ti ho preso nel palmo della mano,eppure non mi sono punto”. “Sei il primo…forse perché tu mi hai preso dalla parte del cuore”. Fu così che il favoliere fece una scoperta sensazionale: i ricci, se sono presi dalla parte del cuore,non pungono.»
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| FulviaLeopardi alle
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